I militari gli ordini li eseguono e non li discutono, ma possono sempre sperare che arrivino gli ordini giusti dalle persone giuste. In vista della nomina del consigliere militare dell’appena insediato Presidente della Repubblica, il Cocer, il «sindacato» con le stellette, ha ringraziato il Capo dello Stato per le parole in favore dei marò. Ma ha anche preso posizione su una possibile nomina «sgradita». «Da delegati del Co.Ce.R. (Consiglio Centrale della Rappresentanza dei militari) - dichiara il documento diffuso ieri - sentiamo il dovere di manifestare la grande soddisfazione del personale rappresentato, per il discorso di insediamento del neo Presidente della Repubblica "Comandante Supremo delle FF.AA." Sergio Mattarella. Ha gratificato, il riconoscimento dei notevoli sacrifici compiuti dalle donne e uomini in uniforme consci di mettere a repentaglio il bene più prezioso a presidio dei valori Costituzionali come "missionari" al servizio della pace internazionale. Grande riscontro vi è stato tra i colleghi per il pensiero espresso a favore dei due fucilieri di Marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre». E ancora: «Al contempo, dalla stampa si apprendono nomi per il "toto" Consigliere Militare. Si spera che non tornino alla ribalta proprio coloro che sono stati la concausa della vicenda e delle successive complicazioni in merito al rientro di Massimiliano e Salvatore. Si auspica che vengano, viceversa, valorizzati finalmente quei militari che hanno un pregresso di terzietà nella vicenda, dotati di titoli e che conoscono la cultura e i contesti indiani, al fine di poter contribuire fattivamente ad "una conclusione positiva, con il loro definitivo ed onorevole ritorno in Patria"». Una dichiarazione garbata, forse anche troppo, visto che i nomi che non vengono fatti dai delegati del Cocer li conoscono anche i sassi: a cominciare dal candidato numero uno, l’ammiraglio Gianpaolo Di Paola, che ricoprì la carica di Capo di Gabinetto dell’allora Ministro della Difesa Mattarella, negli anni ’99-2001. Di Paola era a sua volta ministro della Difesa, quando scoppiò il caso marò. Altro nome sarebbe quello dell’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, che, nello stesso periodo, era comandante in capo della Squadra Navale.
Caro Sergio, non premiare chi c’era ai tempi dei Marò
