Politica

Addio Dudù, spazio a Briciola e ai tre gatti del Quirinale

di Massimiliano Lenzi L’ha chiamati Dante, Boccaccio e Cimabue, ma non sarà che questo ce l'ha un pochino coi toscani? Speriamo di no, che sia una scelta d'affetto, sennò per lui saran dolori...

L’ ha chiamati Dante, Boccaccio e Cimabue, ma non sarà che questo ce l'ha un pochino coi toscani? Speriamo di no, che sia una scelta d'affetto, sennò per lui saran dolori povero Renzi....". Dante, Boccaccio e Cimabue sono i nomi dei gatti del nuovo Capo dello Stato, Sergio Mattarella - i first mici che risiederanno al Quirinale; a Firenze, città del Premier Matteo Renzi (che per la verità è di Rignano sull'Arno e vive a Pontassieve), su questa anagrafe felina già ci scherzano su. Fanti o Santi fa poca differenza per i fiorentini perché nella città di Dante non c'è nulla su cui non si possa ironizzare. Neppure l'Inferno. Certo è, gatti a parte, che la politica di questi tempi sembra essersi trasformata in un Animal Farm, una fattoria degli animali. Dal giaguaro da smacchiare di Pier Luigi Bersani, metafora con accento emiliano per descrivere l'avversario da battere allora, Silvio Berlusconi, al mantra contro i gufi di Matteo Renzi, narrazione politica per rottamare all'insegna della sfortuna tutti i critici dell'azione dl Governo e del Premier, sino ai cani, è tutto un gran via vai di simpatiche bestiole. Alcuni in metafora ma molti in carne ed ossa. Era reale, ad esempio Briciola, la cagnolina - mascotte (una trovatella) della fanfara del Reggimento a cavallo dei Carabinieri, adottata meno di un anno fa, che non si è persa un attimo della cerimonia di arrivo al Colle del nuovo Capo dello Stato, rubandogli un po' la scena. Quando Mattarella è sceso dalla Flaminia scoperta se l'è trovata davanti, altro che gatti coi nomi di toscani. Per non parlare della passione animale del centrodestra, in particolare di Forza Italia, con quei nomi deliziosi Dudù e Puggy, che paiono perfetti per l'eleganza di un Café chantant dei primi del Novecento. Dudù, barboncino di Francesca Pascale, caro anche al Cavalier Berlusconi, incarna il cane-star, spesso in copertina, simpatico leader della spensieratezza in politica al punto che Berlusconi, qualche volta, se l'è portato pure a Milanello, a trovare il Milan. Puggy invece, la simpatica carlina di Michaela Biancofiore, che ha cantato persino per il Cavaliere, rappresenta il lato più femminile della politica. Aspettando i fiori d'arancio tra lei e Dudù, con i mici di Mattarella al Colle e i gufi tutt'intorno, ricordiamo una frase di Renzi, tra politica ed Animal house, detta tempo fa a Bruno Vespa, su Rai Uno: "Non mi fanno paura i cani da guardia, né in Germania, né in Italia, né in Nuova Zelanda". Bravo Matteo, occhio ai gatti però.

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