Politica

A Roma il raduno degli onorevoli virtuali

Rotondi ha organizzato piattaforma e incontri. Ci saranno Violante, la Meloni e Berlusconi

«È un incontro al buio». Sorride l’ex ministro Gianfranco Rotondi. «Con discrezione busso alla porta della Terza Repubblica», aggiunge. L’evento a cui si riferisce con curiosità e con la consueta ironia è previsto nel weekend a Roma: all’hotel Parco Tirreno, in via Aurelia 480, si riunirà il «Parlamento virtuale». Si incontreranno i 945 cittadini che fanno parte dell’assemblea legislativa messa in piedi (o meglio on line) dal parlamentare di Forza Italia. Il sito www.parlamentovirtuale.it fa concorrenza a Camera e Senato. Presenta i profili di tutti gli «onorevoli», con le loro fotografie, e li distribuirà presto nelle Commissioni, le stesse del Parlamento reale. Ci sono anche quelle di inchiesta. È il primo esperimento di democrazia della Rete, alla faccia, verrebbe da dire, del guru dei 5 Stelle Casaleggio, «processato» da una parte dei parlamentari del MoVimento proprio per non aver ancora presentato la tanto decantata piattaforma che permetterà un rapporto diretto tra gli onorevoli a 5 Stelle e i cittadini. Per ora ci ha pensato Rotondi, che non sarà proprio un profeta delle nuove tecnologie ma ha passione politica da vendere, insieme con un gruppo di persone che ha condiviso con lui l’idea. Sul sito internet si parte da un principio chiaro: «Ho scoperto che il problema degli altri è uguale al mio: uscirne da soli è l’avarizia, uscirne tutti insieme è la politica». Spiegano gli organizzatori: «Queste parole di un grande intellettuale cattolico, don Lorenzo Milani, esprimono in modo compiuto il perché di questo progetto. Il quotidiano “La Discussione” ha dato vita al Parlamento virtuale dopo aver ricevuto molteplici istanze da parte di persone che si lamentano dell’immobilismo politico e della scarsa conoscenza delle problematiche sociali che quotidianamente affliggono la popolazione». Gli obiettivi sono ambiziosi: «Il Parlamento virtuale sarà frutto del lavoro di gruppi di cittadine e cittadini che non si rassegnano al “nullismo” della politica attuale. Un vuoto che è di persone ma soprattutto di idee; con il sostegno di quanti aderiranno, e grazie alle straordinarie potenzialità della Rete, tutti insieme possiamo farcela a cambiare, dal basso, il nostro paese». Rotondi è soddisfatto: «A Roma ci saranno almeno seicento onorevoli virtuali, non per tutti è stato semplice raggiungere la Capitale e restarci per due giorni. In ogni caso on line l’attività di confronto è stata fervida. Questo Parlamento è la prosecuzione del governo ombra, che ha 63 componenti. Ovviamente siamo al confine tra il paradosso e l’inventiva politica». Proprio l’esecutivo ombra lanciato tempo fa da Rotondi ha raccolto molto entusiasmo. Tra i ministri ci sono il generale Speciale alla Difesa e il professor Tedeschini alla Giustizia. «È un’esperienza molto importante, con persone valide e non politicanti in cerca di visibilità». Dal governo ombra al Parlamento virtuale il passo è stato breve: «Ci siamo chiesti quale fosse la platea di questo esecutivo e abbiamo pensato di coinvolgere anche gli "onorevoli". Abbiamo proposto l’idea su internet, soprattutto sui social network. Ci hanno risposto in 5 mila. Poi abbiamo chiesto di inviarci curriculum, foto, indirizzi, numeri di telefono. I primi 945 sono diventati parlamentari». Apriranno i lavori del weekend alcuni politici che hanno avuto ruoli istituzionali. Venerdì toccherà a Giorgia Meloni, che è stata vicepresidente della Camera dei deputati. Il giorno seguente sarà la volta di Luciano Violante, già numero uno a Montecitorio, apprezzato a sinistra e a destra. Poi ci sarà il confronto tra gli «onorevoli» che saranno divisi nelle varie Commissioni. Domenica interverrà Gianfranco Rotondi e poi toccherà a Silvio Berlusconi, in collegamento telefonico. «Del resto - chiosa l’inventore dell’assemblea - il Cavaliere è il parlamentare virtuale per eccellenza». Ovviamente le discussioni saranno trasmesse in streaming. Che ne penseranno i 5 Stelle? «Ho invitato Luigi Di Maio ma ha ritenuto di non partecipare. Evidentemente i grillini non sono ancora pronti a guardare negli occhi il diavolo di Arcore», scherza Rotondi. Di sicuro il futuro è deciso: «Abbiamo avuto la politica-organizzazione, cioè quella dei grandi partiti del Novecento. Poi c’è stata la supremazia della comunicazione con Berlusconi prima e con Renzi dopo. Proprio Grillo ha aperto la fase in cui domina la Rete, in cui saltano i mediatori e i cittadini possono partecipare direttamente alle decisioni. Noi stiamo facendo questo». L’unica nostalgia ammessa è quella per le grandi famiglie politiche europee. «Ogni gruppo parlamentare che sarà formato dovrà avere il nome di un’ideologia: socialista, comunista, democratico-cristiana, ambientalista e altro». Un salto nel futuro che cerca di recuperare le radici.

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