Politica

Sergio Mattarella giura: "Sarò arbitro imparziale, ma aiutatemi"

Il dodicesimo presidente della Repubblica parla nell'Aula di Montecitorio. Punti centrali la crisi economica e la lotta alle mafie. Citazione anche per i due marò Il discorso integrale VIDEO Mattarella lascia Montecitorio

Sergio Mattarella è il dodicesimo presidente della Repubblica italiana. Stamattina nell'Aula di Montecitorio l'ex giudice della Corte Costituzionale ha pronunciato la formula di rito ("Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservare lealmente la Costituzione") quindi ha letto il suo primo discorso da Capo dello Stato. Un discorso molto atteso visto che da tempo Mattarella non parlava. E le attese non sono rimaste deluse.       I predecessori. Il primo pensiero il presidente della Repubblica lo ha dedicato, tra gli applausi dell'Aula, a Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano. In particolare a quest'ultimo, che era seduto al fianco di Pier Ferdinando Casini, ha riconosciuto l'impegno di aver "accettatto l'onere di un secondo mandata" in "un momento difficile".     Ridare speranza. Speranza è stata la parola centrale del discorso di Mattarella. Il neo Capo dello Stato ha esortato la politica a impegnarsi per "superare le difficoltà degli italiani a realizzare le leoro speranze". "La lunga crisi - ha detto -, prolungatasi oltre ogni limite, ha inferto ferite al tessuto sociale del nostro Paese e ha messo a dura prova la tenuta del suo sistema produttivo. Ha aumentato le ingiustizie. Ha generato nuove povertà. Ha prodotto emarginazione e solitudine". Da qui "l'urgenza di riforme istituzionali, economiche e sociali" che "deriva dal dovere di dare risposte efficaci alla nostra comunità, risposte adeguate alle sfide che abbiamo di fronte". Obiettivo principale: "Ridare al Paese un orizzonte di speranza".     Un pensiero per tutti. Mattarella ha quindi rivolto un saluto agli italiani all'estero ma, soprattutto, si è rivolto ai parlamentari del MoVimento 5 Stelle. Un elemento probabilmente inedito che si sposa con il messaggio di auguri che Beppe Grillo gli ha inviato stamattina. E che fa capire quanto il nuovo Capo dello Stato ci tenga a rappresentare tutti. "I giovani parlamentari - ha sottolineato - portano in queste aule le speranze e le attese dei propri coetanei. Rappresentano anche, con la capacità critica, e persino di indignazione, la voglia di cambiare. A loro, in particolare, chiedo di dare un contributo positivo al nostro essere davvero comunità nazionale, non dimenticando mai l'essenza del mandato parlamentare. L'idea ciòè che in queste aule non si è espressione di un segmento della società o di interessi particolari, ma si è rappresentanti dell'intero popolo italiano e, tutti insieme, al servizio del Paese".     Il ruolo dell'arbitro. Passaggio centrale del discorso di Mattarella è quello in cui il presidente della Repubblica ha citato la figura dell'arbitro: "All'arbitro compete la puntuale applicazione delle regole. L'arbitro deve essere - e sarà - imparziale. I giocatori lo aiutino con la loro correttezza".     Riformare e difendere la Carta. Dopo aver riconosciuto l'impegno del governo nel cercare di cambiare verso all'Europa spingendo sulla crescita più che sull'austerità, dopo aver difeso l'urgenza delle riforme, Mattarella ha anche ribadito la necessità di "riformare la Costituzione per rafforzare il processo democratico". Quindi si è soffermato su cosa significa essere "garante della Costituzione". "Garantire la Costituzione significa - ha aggiunto - riconoscere e rendere effettivo il diritto al lavoro. Promuovere la cultura diffusa e la ricerca di eccellenza, anche utilizzando le nuove tecnologie e superando il divario digitale. Amare i nostri tesori ambientali e artistici. Ripudiare la guerra e promuovere la pace. Garantire i diritti dei malati. Significa che ciascuno concorra, con lealtà, alle spese della comunità nazionale. Che si possa ottenere giustizia in tempi rapidi. Fare in modo che le donne non debbano avere paura di violenze e discriminazioni. Rimuovere ogni barriera che limiti i diritti delle persone con disabilità. Sostenere la famiglia, risorsa della società. Garantire l'autonomia ed il pluralismo dell'informazione, presidio di democrazia. Ricordare la Resistenza e il sacrificio di tanti che 70 anni fa liberarono l'Italia dal nazifascismo".     Libertà. Ma soprattutto per Mattarella garantire la Costituzione significa "libertà". Libertà "come pieno sviluppo dei diritti civili, nella sfera sociale come in quella economica, nella sfera personale e affettiva".     Corruzione e mafie. Nel discorso non poteva mancare un riferimento alla lotta alla corruzione che "ha raggiunto un livello inaccettabile" e alle mafie "antiche e nuove". Qui, tradendo un filo di commozione, il presidente della Repubblica ha ricordato Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. E ha invitato a "incoraggiare l'azione determinata della magistratura e delle forze dell'ordine che, spesso a rischio della vita, si battono per contrastare la criminalità organizzata".     Terrorismo. Altro passaggio del discorso quello dedicato al terrorismo internazionale con un riferimento particolare a Stefano Taché, il bambino rimasto ucciso nel 1982 nell'attentato alla Sinagoga di Roma: "Aveva solo due anni. Era un nostro bambino, un bambino italiano.     I due marò. La conclusione spetta al ringraziamento nei confronti delle Forze Armate, ma soprattutto ad un pensiero per i due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone: "Occorre continuare a dispiegare il massimo impegno affinché la delicata vicenda dei due nostri fucilieri trovi al più preso una conclusione positiva, con il loro definitivo ritorno in Patria.

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