Oggi il premier greco Tsipras sarà a Roma per un incontro con Renzi e il presidente della Camera Laura Boldrini. Ed ecco che la sinistra si mobilita. Siamo alle solite. A sinistra scatta il passaparola per sostenere l’ennesimo mito straniero, per farne un eroe delle libertà e delle sfide sociali con il conservatorismo della destra. Prima era Zapatero e ora è Tsipras. Il leader di Syriza ha il profilo giusto per diventare il nuovo mito della lotta contro i poteri forti rappresentati da Bruxelles e Berlino. Ecco quindi che si preparano a incontrare con un atteggiamento quasi reverenziale il neo premier greco. La presidente della Camera, laura Boldrini, in prima fila, smani aper la foto di rito nella quale stringerà la mano all’eroe di Atene. Poi c’è la sinistra Dem. Ieri Stefano Fassina e Alfredo D'Attorre, hanno addirittura preso carta e penna per scrivere una lettera aperta al premier nella quale chiedono di «non lasciar solo Tsipras», come se fosse l’ultimo dei Moicani. I due alfieri della sinistra estrema sottolineano che «il nuovo governo di Atene pone problemi che si manifestano in forma drammaticamente acuta in Grecia, ma che hanno una rilevanza sistemica per l'intera Eurozona». Per Fassina il problema è anche più ampio: «lo spostamento di larghe fasce sociali storicamente legate alla sinistra verso le destre nazionaliste e xenofobe, sono indicatori inequivocabili del rischio del declino della famiglia socialista europea verso l'irrilevanza». Ecco il nodo. La sinistra dimentica che Tsipras ha fatto un accordo di governo con un partito di destra e lo trasforma nell’ultimo baluardo per arginare lo spostamento di larghe fasce sociali verso la destra nazionalista. Cavalcando la causa greca, secondo a minoranza Dem, si può indurre Bruxelles ad allentare la politica del rigore che «come oramai largamente riconosciuto anche da osservatori ed economisti ortodossi, non funziona, anzi aggrava le malattie che dovrebbe curare, in primis l'eccesso di debito pubblico: dopo 7 anni di medicine amare, l'eurozona è, unico caso al mondo, ancora 3 punti percentuali di PIL al di sotto del livello del 2007, con 7 milioni di disoccupati in più, centinaia di migliaia di piccole imprese chiuse, un debito pubblico medio salito dal 65 al 95% e una grave prospettiva di deflazione». «Di fronte a questo scenario- proseguono-, aggiustamenti marginali sulle politiche di bilancio in nome della flessibilità e una politica monetaria più espansiva possono solo abbassare la febbre, ma lasciano diffondersi il virus della stagnazione. L'emergenza greca è un'opportunità politica da cogliere per riformare un assetto dell'euro ormai insostenibile sul piano democratico e economico, correggendo una rotta che altrimenti porta al naufragio». L’obiettivo indicato da Fassina è di «archiviare la stagione della Troika e indire una conferenza europea sul debito pubblico che alleggerisca la zavorra puntando a una ripresa altrimenti impossibile». Riguardo alle proposte specifiche della Grecia, Fassina e D'Attorre auspicano «che il governo italiano sostenga la richiesta di Atene di ristrutturazione del debito».
La sinistra in coda per incensare Tsipras
La presidente Boldrini pronta a riceverlo con tutti gli onori come un eroe