In Transatlantico l’aria è rilassata. Strano per un’elezione del Capo dello Stato. I mal di pancia di Alfano non sembrano preoccupare i parlamentari Pd di rito democristiano. Per loro, per gli ex popolari, è la vigilia di un momento di gloria. Sergio Mattarella incarna del resto una cultura politica messa in soffitta troppo velocemente dal centrosinistra. Oggi sarà il giorno della rivincita. Alla Camera gli occhi sono puntati sui capannelli formati dagli ex Ppi. Tra tutti i big Lorenzo Guerini, Giuseppe Fioroni, Dario Franceschini. Poi ci sono i «mattarelli», gli uomini più vicini al futuro Presidente della Repubblica e che sicuramente entreranno in gioco nei posti chiave del Quirinale. Molti di loro passeggiano in Transatlantico: pacche sulle spalle, sorrisi. Hanno tutti già parlato con il Capo dello Stato designato, ma predicano prudenza. «Incrociamo le dita, aspettiamo domani», dicono. È la linea dello stesso Mattarella, del resto. Se oggi Mattarella sarà eletto Presidente della Repubblica per il ruolo di segretario generale del Quirinale si preparano in due: Alessandro Pajino - opzione più prudente - e Peppe Busìa - scelta ritenuta più innovatrice. Portavoce sarà Giovanni Grasso, uomo comunicazione di Mattarella e nell’ultimo anno impegnato in un tour di presentazione del suo ultimo libro dedicato a Piersanti Mattarella, fratello di Sergio, ucciso dalla mafia. Nell’ambito della comunicazione è più nutrita e numerosa la schiera delle persone vicine al candidato proposto da Renzi. A lavorare alacremente in queste ore per l’ex vicepremier è stato Francesco Saverio Garofani, che con Mattarella ha vissuto la stagione della rinascita de Il Popolo. Uno spazio potrebbe averlo Nino Rizzo Nervo. Probabile però che si dia spazio anche ai giovani, formati proprio da Mattarella a Il Popolo: Francesco Graziani, Tiziana Ragni, Emanuela Franchini e Raffaella Cascioli. Stimatissima Federica Serra, attuale portavoce del capogruppo Pd in Senato, Luigi Zanda. In pole position per seguire Mattarella sul Colle c’è sicuramente anche Simone Guerrini, ex capo dei giovani Dc, già fedelissimo di Mattarella a Palazzo Chigi e alla Difesa. Chance anche per Roberto Di Giovan Paolo, ex senatore. In rea legislativa potrebbe torvare spazio Giuseppe Traversa, collaboratore di Mattarella quand’era capogruppo del Ppi e oggi dirigente del gruppo Pd a Montecitorio. In cosa anche Giuseppe Bruno, il deputato Piero Martino e Giacomo D’Arrigo, fedelissimo del sottosegretario Delrio.
I «mattarelli» sono già in processione per un posto
In Transatlantico l’aria è rilassata. Strano per un’elezione del Capo dello Stato. I mal di pancia di Alfano non sembrano preoccupare i parlamentari Pd di rito democristiano. Per loro, per gli ex...
