E ora il Quirinale. Matteo ha scelto il suo candidato. Un nome secco. Lo ha proposto al suo partito che lo ha votato all’unanimità. Così Renzi si potrebbe trovare tra poche ore ad avere nelle mani il principale partito, il governo, le principali aziende pubbliche e dunque un pezzo rilevante dell’economia nazionale, l’organo di autogoverno della magistratura e adesso anche ha scelto il futuro presidente della Repubblica. Non era mai accaduto che in Italia, dal fascismo in poi, che ci fosse un tale asse di potere che rispondesse di fatto a una persona sola. Neppure a un partito o a una corrente. A una persona. Peraltro senza che sia passata neanche per le urne. Renzi infatti si trova a palazzo Chigi senza un mandato elettorale sebbene possa vantare un notevole successo, quelle delle scorse Europee. Neanche con la Dc nel suo periodo di massima espansione era arrivata a tanto. Con Alcide De Gasperi alla guida del governo per gran parte del suo mandato al Quirinale ebbe Luigi Einaudi. Renzi ha preso tutto. E si trova anche in un momento particolare dal punto di vista politico. Silvio Berlusconi è ai minimi termini. Grillo è sparito, mentre due anni fa - al suo arrivo trionfante in Parlamento - dettava ancora l’agenda politica. L’opposizione di fatto è inesistente. Nella migliore delle ipotesi al massimo ininfluente. L’unico vero avversario per Matteo Renzi, che lo sta facebdo calare nei sondaggi, è la crisi economica. Ma anche qui qualcosa sta per cambiare. Il via libera al Quantitative easing da parte della Bce inietterà forti liquidità sui mercati almeno sino al settembre 2016 e ciò dovrebbe portare risorse importanti per famiglie e imprese. Al punto che ieri il centro studi di Confindustria che prevede a gennaio un incremento dello 0,3% congiunturale su dicembre quando è stato stimato un aumento dello 0,1% su novembre. Al netto del diverso numero di giornate lavorative, la produzione diminuisce a gennaio dello 0,3% rispetto allo stesso mese del 2014. Ma la fine della crisi s’avvicina.
Matteo, mai tanto potere per un uomo solo
Governo, partito, partecipate, Csm. Ora il Quirinale. Tutto senza voto Nemmeno De Gasperi ebbe in mano tutte le principali istituzioni
