«Ora Renzi dovrebbe spiegare a tutti il perché del suo no ad Amato». È un Silvio Berlusconi assai scuro in volto quello che abbandona Palazzo Chigi dopo essersi confrontato con il premier per circa due ore. La quadra non è stata ancora trovata, stando a quello che pochi minuti dopo l’ex Cavaliere riferirà ai suoi parlamentari, l’incontro è servito solo a «tracciare l’identikit del nuovo Capo dello Stato, dovrà essere un politico esperto, riconosciuto a livello internazionale e non troppo spostato a sinistra». Un identikit che, in realtà, tiene ancora in gioco tutti i candidati dati in corsa in questi giorni. Tutti meno uno, in realtà. Quel Sergio Mattarella sul quale Renzi continua a insistere ma che Berlusconi proprio non digerisce. È anche a lui che l’ex premier si riferisce quando spiega ai parlamentari che con il premier «abbiamo scartato una serie di nomi poco noti». Ai presenti fa esplicitamente il nome di Raffaele Cantone, ma l’allusione a Mattarella è chiara. Le trattative sono aggiornate, quindi, con Berlusconi che annuncia anche che rivedrà il premier presumibilmente già questa mattina, visto che alle 15 è previsto il primo scrutinio. Al quale anche Forza Italia dovrebbe decidere di presentarsi con l’ordine di votare scheda bianca. A maggior ragione non si può parlare di rottura tra Renzi e Berlusconi: «Rompere accordo e patti, interrompere il percorso di condivisione sul nuovo Capo dello Stato, non conviene a nessuno, nemmeno a Renzi» ha detto ancora l’ex premier ai suoi parlamentari. E si è detto certo di poter contare sull’appoggio di Alfano: «Se in ballo c’è il bene dell'Italia, tutti i dispiaceri svaniscono... Alfano manterrà l’intesa con noi e insieme ad Area Popolare abbiamo 250 voti e per questo siamo importanti per l’esito delle elezioni quirinalizie». In attesa che i due leader si vedano di nuovo, prende corpo quindi l’ipotesi di un colpo di scena, visto che i veti incrociati potrebbero tagliare fuori sia Amato che, soprattutto, Mattarella. E l’incognita maggiore resta la possibile presenza di folte truppe di franchi tiratori tra i parlamentari del Partito Democratico e di Forza Italia. Proprio tra gli azzurri, non si è ancora ricomposta la frattura provocata dal sì all’Italicum votato al Senato. Se in quel caso a opporsi fino alla fine sono stati una quindicina di parlamentari del centrodestra, il rischio che nel segreto dell’urna questo numero possa lievitare è molto concreto. Da questo punto di vista Berlusconi continua a tenere d’occhio le mosse di Raffaele Fitto. All’ora di pranzo l’ex ministro pugliese ha riunito i suoi parlamentari in un ristorante del centro storico di Roma. Piatto principale del menu politico, l’elezione del prossimo capo dello Stato. All’incontro erano presenti una quarantina tra deputati e senatori. Ma sono anche esponenti assai più vicini a Berlusconi a manifestare una certa perplessità sugli esiti del Nazareno: «Renzi rispetti il patto di un presidente super partes, un presidente di tutti gli italiani, gradito alle forze politiche che per puro amore per l'Italia stanno collaborando alle riforme del Paese o la cosa più intelligente per noi sarebbe votare Bersani» è l’affermazione provocatoria della deputata Michaela Biancofiore. Mentre Alessandro Cattaneo spiega che «dopo il Quirinale o Forza Italia si rigenera o davvero muore». Tutto il sangue versato, in termini di consensi, sull’altare del Nazareno, diventerebbe inutile insomma se al Colle non salisse una personalità gradita. Ieri Affaritaliani.it riferiva di sondaggi segreti che darebbero il partito azzurro in caduta libera, ormai al 10%, quasi doppiato dalla Lega. Se dalla partita del Quirinale Silvio uscisse sconfitto, sarebbe impossibile sedare il malcontento dei suoi. E in questo caso non si tratterebbe solo dei fittiani.
«Ora Renzi spieghi il no ad Amato»
Berlusconi sempre più nervoso col premier, ma rassicura i suoi «A nessuno conviene rompere, per ora abbiamo scartato i poco noti»
