«Già il fatto che ci abbiano convocati nella sede del Pd è una vergogna. Renzi non ascolta nessuno. Noi siamo venuti per ascoltare perché se dicono che siamo leghisti, ignoranti...». Matteo Salvini arrivando a largo del Nazareno per l'incontro con Matteo Renzi è stato subito caustico. Poi uscendo dopo la consultazione ha immediatamente spazzato il campo sulle posizioni che il suo partito terrà nel corso delle votazioni per il prossimo presidente della Repubblica. La Lega infatti voterà un suo candidato fin dalla prima votazione. «Purtroppo non è di sinistra, ha questa sfiga», ha aggiunto ironico Salvini. «Gli abbiamo detto che non vorremmo Prodi e Amato e ha dato un traccia sui criteri per la scelta del candidato: «Da quanto ho capito-aggiunge Salvini- sarà un politico». Sicuramente il leader del Carroccio non voterà la scheda bianca come chiesto da Matteo Renzi nelle prime tre votazioni. «No, scheda bianca no. Una scelta la facciamo, concorderemo un nome di centrodestra che non merita la scheda bianca». ha detto Salvini che oggi concorda i nomi con Giorgia Meloni di Fdi e che secondo le indiscrezioni potrebbero essere Vittorio Feltri e Marcello Pera. E Berlusconi? Salvini sottolinea: «Penso sia più intenzionato a concordare un nome con Renzi che con Salvini». Renzi ha comunque preso nota dei desiderata dei leghisti sull’identikit del prescelto: «Renzi ha preso nota delle nostre richieste: per noi il nuovo Presidente della Repubblica deve essere stato eletto dal popolo almeno una volta nella vita e non deve essere complice dei disastri europei e della nascita dell'euro». Una parziale apertura dunque da parte di un Salvini che pur essendo un duro non intende chiamarsi fuori dal processo elettivo della carica più importante a livello istituzionale. «Se il candidato avr questi requisiti un pensierino potremmo farlo» aggiunge Salvini, per poi chiarire che durante l'incontro non sono stati fatti nomi. «Siamo rimasti d’accordo che ci farà sapere qualcosa. D’altronde, lui ha i numeri, lui ha 400 voti mentre noi siamo piccolini. Se riusciremo a condizionare positivamente l'elezione del Quirinale saremo contenti. Se ci hanno fatto perdere mezz'ora del nostro tempo saremo più cattivi in Aula». Il Carroccio, per le prime tre votazioni, ribadisce, «cercherà di proporre un candidato di centrodestra al centrodestra che non ha voglia di votare scheda bianca». Solo buone intenzioni perché secondo lui alla fine «Renzi non ascolta nessuno. Io sono contento di essere debole in questo momento in Parlamento e di essere fortissimo nel Paese». Per il leader della Lega Nord, Salvini, infatti «Renzi perde pezzi e arriviamo a superarlo». La puntata al Nazareno ha rappresentato anche un intermezzo piacevole per Salvini. Sì perché all’inizio non ci voleva andare. «È vergognoso che per parlare di Quirinale ci invitino nella sede del Pd...», diceva Matteo Salvini prima di salire al terzo piano del Nazareno. «Ma ci siamo venuti perché se no dicevano che siamo i soliti leghisti...». Una volta su, però il segretario leghista ha apprezzato la terrazza dell’edificio che ospitava un tempo il collegio degli Scolopi. La testimonianza ne è uno scatto che lo stesso segretario del Carroccio ha postato su Facebook. «Terrazza di via del Nazareno. Fra la bandiera del Pd e quella dell'Europa, non so quale scegliere...», ha scritto commentando la sua posa sul tetto romano.
«Al Colle mai chi ha appoggiato l’euro»
Salvini al Nazareno: «No a Prodi e Amato». E con la Meloni punta su Feltri o Pera
