La vittoria di Tsipras in Grecia è una buona notizia perché è uno schiaffone all’Europa dell’austerità, delle banche, dei burocrati. È una bella sberla che servirà all’Unione, innanzitutto a cambiare le politiche fallimentari degli ultimi anni. Certo, ho molti dubbi che il nuovo premier greco riesca a rispettare le promesse che ha fatto in campagna elettorale. C’è anche da considerare che l’eventuale taglio del debito di Atene, uno dei cavalli di battaglia di Tsipras, rischia di cadere sulle nostre spalle. Grazie all’allora presidente del Consiglio italiano Mario Monti, infatti, abbiamo impegnato 30 miliardi di euro per salvare la Grecia. Se Atene non dovesse coprire i suoi debiti, ci rimetteremmo anche noi. In ogni caso con Tsipras si apre una pagina nuova, soprattutto perché l’alleanza del primo partito greco con il movimento di destra anti-euro conferma che le categorie tradizionali della politica, sinistra e destra appunto, sono ormai superate. Il futuro (politico e non solo) si giocherà, piuttosto, sul terreno della moneta comune e dell’immigrazione. Soltanto cambiando drasticamente le regole dell’Unione europea possiamo ripartire. Il nostro Paese è diverso dalla Grecia, tuttavia se Atene ha una disoccupazione giovanile del 55 per cento, la nostra è arrivata ormai al 44. Non voglio essere allarmista ma la situazione è difficile e dobbiamo fare qualcosa subito. Peccato che i partiti italiani siano impegnati ad elaborare strategie per l’elezione del nuovo Capo dello Stato. Spero che l’oracolo Renzi decida presto cosa deve fare il Pd. Il dibattito, comunque, non mi appassiona. La Lega non parteciperà a scambi o accordi sottobanco. Ma quello che mi dà più fastidio è che tutti dicano che ci vuole un presidente della Repubblica che sia gradito all’Europa. Ecco, noi faremo esattamente il contrario. Voteremo un Capo dello Stato sgradito all’Ue.
Uno schiaffone all’Europa
di Matteo Salvini