Ci ingozziamo ancora di medicine, nei primi 9 dell’anno scorso abbiamo comprate 1,3milioni di confezioni, 23 in media a testa, di cui 14 in regime di assistenza convenzionata. Al primo posto per dosi medie giornalierier (1.184) il Lazio. E abbiamo speso di più per i ticket sanitari: l’incremento, rispetto al 2013, è stato pari al +4,4%. I farmaci più usati quelli cardiovascolari, in flessione l’uso di antibiotici (-4%), più gettonati gli antidepressivi (soprattutto tra i giovani e gli anziani) e oppiacei, mentre cresce la diffidenza verso la vaccinazione antinfluenzale, che fa registrare un calo del 20-30%, con variazioni da regione a regione, una diffidenza che investe anche le vaccinazioni obbligatorie dei bambini. «I dati relativi all'uso dei farmaci in Italia nei primi nove mesi del 2014 confermano la crescita costante, pur se contenuta, dei consumi e della spesa farmaceutica totale - afferma il dg dell'Aifa, Luca Pani che ha presentato il rapporto Osmed insieme con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin - gli italiani hanno acquistato in media, tra gennaio e settembre dello scorso anno, 23 confezioni di medicinali e i farmaci più utilizzati sono stati, ancora una volta, quelli del sistema cardiovascolare. La spesa pubblica, invece, vede al primo posto gli antineoplastici e immunomodulatori». «A fronte della riduzione della spesa convenzionata (-2,2%) - spiega ancora Pani - assistiamo alla crescita della compartecipazione a carico del cittadino e a un aumento della spesa per i medicinali acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche (+5,6%). L'analisi dei dati OsMed ci consente di riscontrare ancora importanti sacche di inappropriatezza nell'uso dei farmaci per il trattamento dell'ulcera e dell'esofagite, ma anche nell'uso degli antidiabetici. Per quanto riguarda l'aderenza ai trattamenti farmacologici, ampi margini di miglioramento riguardano sia gli antidepressivi che i farmaci per l’asma. Quasi tutte le Regioni hanno ridotto la spesa convenzionata e la Sicilia è la Regione che ha maggiormente ridotto consumi (-3,6%) e spesa pro capite(-12%)». Gli italiani hanno acquistato un totale di 1.398 milioni di confezioni di medicinali (classe di rimborsabilità A e C). Il maggior utilizzo nel Centro-Sud, con il Lazio che si colloca al primo posto per dosi medie giornaliere per mille abitanti (1.184,2 Ddd/1000), seguito da Calabria, Puglia e Sardegna, i consumi più bassi sono stati rilevati a Bolzano (764,6 dosi medie giornaliere per 1.000 abitanti), in Liguria, Veneto e Lombardia. La Sicilia è la Regione che ha ridotto di più i consumi (-3,6%), il Molise ha registrato l’incremento maggiore (+5%). I farmaci per il sistema cardiovascolare si confermano al primo posto per consumo ma per la prima volta vengono preceduti per spesa pubblica dai farmaci antineoplastici e immunomodulatori. Al secondo posto i farmaci dell'apparato gastrointestinale e metabolismo: gli inibitori di pompa acida si confermano saldamente al primo posto per quantità prescritta e per spesa. Al terzo posto quelli per il sangue e gli organi emopoietici, al quarto quelli per il sistema nervoso centrale. In regime di assistenza convenzionata gli antidepressivi sono la categoria più utilizzata. Tra i farmaci antidolorifici (+38,5%) incrementi del consumo di alcaloidi naturali dell'oppio e degli altri oppiacei. Nell'ambito dei farmaci per il sistema respiratorio, al quinto posto gli anti asmatici adrenergici.
Ogni italiano compra 23 farmaci l’anno
Il report del 2014. Cresce notevolmente il consumo anche con i ticket più cari Record nel Lazio. Meno antibiotici, più antidepressivi e oppiacei. Vaccini flop
