Politica

Quirinale, Renzi: "Chi non condivide il nome lo dica"

Il premier ai deputati Pd: scheda bianca alle prime tre votazioni, poi proporremo un candidato secco e non una terna

Il tempo stringe, giovedì è vicino. C'è la necessità di trovare un candidato condiviso, uno che metta d'accordo tutti. In un Pd diviso da mille dubbi e perplessità si cerca di fare chiarezza. I dem si riuniscono in assemblea alla Camera, presenti i deputati, più tardi sarà il turno dei senatori. Si ragiona, si mettono a punto le strategie: parola d'ordine secondo Matteo Renzi è condivisione. Scambio di idee e posizioni per evitare un flop che ricorda la carica dei 101, che un anno e mezzo fa fece fallire la candidatura di Romano Prodi al Quirinale. Come detto è tempo di strategie. Il premier parla chiaro: "Alle prime tre votazioni il Pd voterà scheda bianca, poi presenterà un nome condiviso. Non offriamo una terna di nomi, il partito farà una proposta, tutti hanno il diritto di dire e discutere sui candidati (alle prime tre votazioni è necessaria l'approvazione dei 2/3 dell'assemblea, maggioranza qualificata. Per le votazioni successive è sufficiente la maggioranza assoluta). Parliamoci e ascoltiamoci, fa sapere Renzi ai suoi. Da domani, accompagnato da una delegazione Pd, incontrerà le rappresentanze delle altre forze politiche, a partire da Forza Italia. Renzi e il Pd non potranno ignorare le indicazioni del "blocco dei moderati", assicura il capogruppo di Fi al Senato, Paolo Romani. Ma a far discutere, tra gli azzurri, è l'ennesimo strappo di Raffaele Fitto, che mette in guardia Silvio Berlusconi dal mostrare per l'ennesima volta "un'obbedienza cieca" a Renzi e invoca per il Quirinale "personalità autonoma e di rilievo internazionale". Il calendario. Tra mercoledì e giovedì mattina si terrà infine la riunione dei grandi elettori Pd e giovedì alle 15 comincerà la prima votazione per il Colle. Il leader democratico prova a compattare i suoi. Il tentativo di Renzi, determinato a giungere alla definizione di una candidatura condivisa del Pd, si scontra però con le accese contrapposizioni esplose nel partito.

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