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«Più bastoni meno tastiere» Il delirio dei «99 Posse»

«Onore a chi lotta. Più bastoni meno tastiere!». È questa la risposta della band dei 99 Posse, postata su Facebook, dopo i violenti scontri avvenuti sabato nel centro di Cremona durante il corteo...

«Onore a chi lotta. Più bastoni meno tastiere!». È questa la risposta della band dei 99 Posse, postata su Facebook, dopo i violenti scontri avvenuti sabato nel centro di Cremona durante il corteo dei centri sociali che hanno devastato il cuore della città causando l’intervento delle forze di polizia e autentiche scene di guerriglia urbana. Il gruppo musicale napoletano prima ha scritto il bellicoso post, dopo aver pubblicato le foto della «Cremona antifascista», poi ha risposto, sempre sul profilo del social network, al Corriere della Sera: «Caro Corriere della Sera, la violenza l'ha subita Emilio. Noi suoneremo a Cremona per sostenere le sue spese mediche. Sarebbe il caso che tu ti occupassi della violenza fascista, che spranga e lascia un uomo in coma». Il riferimento è al ferimento di Emilio Visigalli, un militante del centro sociale Dordoni che domenica 18 gennaio è rimasto ferito in seguito agli scontri tra antagonisti e attivisti di CasaPound. Il gruppo musicale ha organizzato per giovedì prossimo proprio al centro sociale Dordoni, anima del corteo di sabato, una esibizione per raccogliere fondi per pagare le spese mediche di Visigalli. Il post dei 99 Posse ha raccolto oltre 4.000 like e molte condivisioni, ma anche tanti commenti negativi. Molti stanno usando l’hashtag #jesuisCremona per protestare contro le violenze e chiedono che il concerto venga annullato. Facile immaginare, infatti, che l’«evento» musicale possa essere strumentalizzato e diventi il pretesto per nuovi disordini all’insegna dell’«antifascismo militante» a cui inneggia la band. Quello vissuto sabato da Cremona, infatti, è stato un pomeriggio da incubo. Numerose le vetrine di banche mandate in frantumi. Ripetuti i lanci di pietre, bombe carta e bottiglie all’indirizzo delle forze dell’ordine, che hanno risposto con i lacrimogeni ma con grande autocontrollo hanno evitato ogni contatto con i facinorosi, evitando che la situazione potesse ulteriormente deteriorarsi.

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