Ricordate Scelta Civica? Il partito dell’ex premier Mario Monti è ancora vivo, seppur agonizzante e domenica 8 febbraio eleggerà il suo nuovo segretario. Nel giro di un anno Sc s’è praticamente liquefatta. Nata sulla scia del governo del Professore e su un programma denominato Agenda Monti, alle politiche del 2013 prese il 9,13% al Senato e l’8,3% alla Camera con quasi tre milioni di voti. Un risultato ben al di sotto delle aspettative nonostante al progetto abbiano aderito ex FI, ex Pd, Sant’Egidio, i montezemoliani e insufficiente da solo a garantire la tenuta di un esecutivo con il Pd. Tradotto: larghissime intese con l’allora Pdl di Berlusconi. Un anno dopo, alle europee del 2014, il partito montiano non esisteva praticamente più, seppellito sotto lo 0,7% in alleanza col Centro Democratico di Tabacci e con i liberali di Fare per Fermare il declino. Una debalce, col Pd di Renzi capace di drenare tutti i consensi e le conseguenti dimissioni del segretario Stefania Giannini. Nel frattempo, Sc era già stata abbandonata dal suo padre fondatore Mario Monti e aveva dovuto subire la scissione dell’area cattolica, poi anch’essa frantumatasi. Inutili i tentativi di rilancio della Giannini: anche il capogruppo alla Camera Andrea Romano lasciava Sc per aderire al Pd di Renzi. E anche gli iscritti scarseggiano: appena 3.600. Neppure il prossimo appuntamento congressuale promette nula di buono. All’orizzonte ci sono nuove fratture, col rischio di veder evaporare anche il gruppo al Senato e la delegazione di governo. Il congresso viene calendarizzato una settimana dopo l’iniziale data prevista per la concomitanza dell’elezione del nuovo Capo dello Stato. Tre i candidati alla segreteria: Luciana Cazzaniga, Benedetto Della Vedova ed Enrico Zanetti, dato per favorito e che deterrebbe la maggioranza delle tessere. «A prescindere dal risultato del voto - dice propro Zanetti - per i molti che come me hanno sempre creduto in questo percorso, è già un successo. Andiamo avanti quindi, con l’augurio che sia un congresso pieno di passione riformista». Lo sfidante Della Vedova però è tranchant: «Chiunque oggi faccia parte di Sc ha il dovere affrontare onestamente la situazione: Scelta Civica non ha più alcuna potenzialità politico-elettorale autonoma. Non può essere in sé la base costitutiva di una nuova formazione politico-elettorale. Ma non penso che questo ci obblighi a rinunciare a fare politica. E tornare a fare politica oggi significa fare esattamente il contrario che rinchiudersi in un partitino che nasce perdendo altri pezzi». Di qui la proposta congressuale del sottosegretario che parla di «partito evaporato»: «Gestione condivisa di SC; per chi vorrà starci, un nuovo progetto politico entro il 2015. Io voglio che nasca davvero un progetto credibile e appassionante per milioni di possibili elettori e che, a questo progetto, si possa iniziare a lavorare fin da subito. Senza passare dal tentativo di rimettere il dentifricio nel tubetto di Scelta Civica». Che la parabola montiana sia finita lo si evince da un altro fatto. Il Professore voleva entrare nel gruppo per le Autonomie di cui ora fa parte anche Giorgio Napolitano, ma la sua richiesta è stata respinta per i tagli del suo governo alle Regioni a statuto speciale.
Scelta Civica non c’è più Ma litiga per il segretario
Riunione l’8 febbraio. Zanetti favorito. Della Vedova: «È finita»
