Rivolta al carcere di Padova. L’altro ieri pomeriggio al Due Palazzi una rissa fra due detenuti ha rischiato di degenerare: i due carcerati hanno iniziato a litigare nell’area comune e nei tafferugli che ne sono seguiti anche due agenti della polizia penitenziaria sono rimasti feriti. A denunciarlo il Sappe, sindacato di polizia penitenziaria, secondo cui la «tensione nel carcere di Padova resta alta» e secondo cui «ad aggravare la situazione è anche l’atteggiamento di molti detenuti arabi, che hanno inneggiato all’Isis e al fondamentalismo islamico». Per Donato Capece del Sappe, infatti, «i due poliziotti penitenziari sono stati aggrediti e feriti senza alcuna giustificazione e le cose sono drammaticamente degenerate con urla e grida, evidentemente sintomo dell’avvio di una protesta dei ristretti. Molti di questi, di origine araba, inneggiavano ad Allah e all’Isis, il gruppo islamista tristemente noto, ed è un particolare, questo, assai preoccupante». E se i carcerati arabi in Italia inneggiano all’Isis, lo Stato Islamico continua a minacciare il Giappone. È scaduto, infatti, l’ultimatum fissato dal gruppo dello Stato islamico per il pagamento di riscatto per i due ostaggi giapponesi, ma per il momento non ci sono notizie dei prigionieri. «Nonostante la situazione sia grave, continuiamo a cercare cooperazione di tutti i Paesi, leader tribali e rappresentanti che potrebbero avere dei contatti, con l’obiettivo di garantire un rapido rilascio dei due giapponesi», ha detto il capo del Gabinetto giapponese, Yoshihide Suga. Salvare la vita dei due uomini, ha ribadito il premier Shinzo Abe, è di capitale importanza, ma il Giappone non si piegherà al terrorismo». Martedì il gruppo estremista dello Stato islamico ha diffuso un video in cui si vedono gli ostaggi, Kenji Goto e Haruna Yukawa, e un militante che minaccia di ucciderli se Tokyo non pagherà 200 milioni di dollari entro 72 ore. La somma, afferma il jihadista nel filmato, corrisponde ai fondi offerti dal governo di Abe per la lotta contro i militanti islamici. Secondo il governo giapponese, l’ultimatum è scaduto alle 14.50 ora di Tokyo (le 6.50 di ieri in Italia). Intanto, Junko Ishido, la madre di Kenji Goto, madre di uno dei due ostaggi, ha lanciato un appello ai rapitori: «Mio figlio Kenji non è un nemico delle persone di fede islamica. Posso soltanto pregare come madre per il suo rilascio. Se potessi offrire la mia vita chiederei il rilascio di mio figlio. Sarebbe un piccolo sacrificio da parte mia. È andato lì soltanto per salvare un suo amico. Si era sempre occupato delle persone più deboli».
Rivolta in carcere, gli arabi inneggiano all’Isis
Rivolta al carcere di Padova.L’altro ieri pomeriggio al Due Palazzi una rissa fra due detenuti ha rischiato di degenerare: i due carcerati hanno iniziato a litigare nell’area comune e nei tafferugli...