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Le «elemosine» che finiscono ai terroristi

Elemosine fuori controllo. Soldi, tanti. Cifre non quantificabili e raccolte all’interno delle moschee e giustificate come donazioni che invece, in molti casi, finanziano le holding terroristiche.Se...

Elemosine fuori controllo. Soldi, tanti. Cifre non quantificabili e raccolte all’interno delle moschee e giustificate come donazioni che invece, in molti casi, finanziano le holding terroristiche. Secondo quanto emerso nella parte dedicata al «Sostegno finanziario e logistico di attività terroristiche» il dossier del Centro internazionale antiterrorismo israeliano, ultimato con la collaborazione di Michele Groppi, che ha ampliato e aggiornato uno studio del 2011 presso l'ICT di Herzliya, sotto la supervisione del dottor Boaz Ganor e Stevie Weinberg, «certo è il ruolo dell'Istituto islamico di viale Jenner nell’offrire un sostegno a livello finanziario alla Jihad internazionale. Fornendo pasti caldi, libri e carne halal, si è stimato che le entrate annuali dell'Istituto siano perfino ammontate a 400.000 euro». È la «Zakat», termine che per ogni credente musulmano rappresenta uno dei cinque pilastri della fede: preghiera, digiuno, pellegrinaggio alla Mecca, professione di fede e appunto l’elemosina. Il significato della parola, però, è quello di «purificazione» del proprio reddito, in favore di altri credenti meno abbienti o comunque bisognosi di sostegno economico. Nei paesi occidentali, infatti, la Zakat viene impropriamente tradotta con il termine «elemosina», presupponendone la volontarietà. Per l’Islam, invece, assume i connotati dell’obbligo che è quello di versare la decima parte del proprio reddito a persone e/o associazioni caritatevoli precedentemente individuate. Tra gli obiettivi di questa raccolta fondi, che non lascia alcuna traccia tangibile, si va dal sostegno alla causa palestinese, a quello dei rivoltosi in Siria, alla costruzione di moschee. Nel dossier si legge: «Nonostante un certo numero di Imam abbia organizzato e diretto la raccolta e la spedizione di fondi e combattenti in vari teatri di Jihad, rigorosi controlli su scala nazionale e internazionale hanno ostacolato con successo pericolosi tentativi di finanziamento del terrorismo islamico. Tuttavia, grandi quantità di donazioni da parte dei fedeli, le Zakat si sospetta «abbiano attivamente sostenuto la jihad e altre attività terroristiche in Cecenia, Afghanistan e Iraq, in quanto è assai arduo rilevare ogni provenienza e movimento dei fondi Zakat».

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