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L’appalto è scaduto ma la «29 giugno» lavora ancora

Lavoratori attivi sul posto (e regolarmente pagati) fino all’8 gennaio, mentre l’appalto era scaduto ad aprile e non era mai stato formalmente prorogato. E poi, una telefonata informale che mette...

Lavoratori attivi sul posto (e regolarmente pagati) fino all’8 gennaio, mentre l’appalto era scaduto ad aprile e non era mai stato formalmente prorogato. E poi, una telefonata informale che mette fine all’anomalia e una chiamata anonima che ci racconta una vicenda diversa. In mezzo, alcuni fra i protagonisti dello scandalo di Mafia Capitale: la Coop 29 Giugno di Salvatore Buzzi, da una parte, il Servizio Giardini di Roma Capitale dove operava il funzionario Claudio Turella, dall’altra. È un vero e proprio giallo la vicenda del servizio di pulizia e manutenzione dei giardini di Piazza Vittorio Emanuele e del parco di Colle Oppio. Fino allo scorso 8 gennaio, nelle due aree verdi operavano 12 lavoratori della cooperativa, appartenenti alle cosiddette categorie protette. Poi sul cellulare di Manuel, il capocantiere, arriva una telefonata: «Era il direttore del Dipartimento - racconta - ci ha detto che non potevamo continuare a lavorare. Non capisco cosa c’entriamo noi con Mafia Capitale». Ovviamente gli operai sono rimasti senza lavoro. Ora nelle due aree lavorano due società, chiamate a coprire la zona finché non sarà riassegnato l’appalto. Dal Dipartimento Ambiente confermano: «L’appalto della 29 Giugno scadeva ad aprile 2014 e non è mai stato rinnovato. Quando ci siamo accorti che queste persone continuavano a lavorare, le abbiamo fermate. Con tutto quello che è successo, era il minimo. Non sappiamo perché erano ancora lì». Ma qualcosa non quadra. O gli operai hanno lavorato gratis per 8 mesi, o la cooperativa li ha pagati nonostante non fosse coperta da un normale contratto. Entrambe le cose sono difficili da credere. Manuel conferma: «Il contratto c’era. Io lo so. L’ho visto con i miei occhi. Sono capocantiere». Gli chiediamo perché allora non ha aspettato un atto ufficiale per lasciare il posto di lavoro: «La telefonata è arrivata da una persona che conosco, con cui ero costantemente in contatto. Che dovevo fare? Se non ora, la lettera arriverà fra qualche giorno».

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