Una parola detta male e la discussione tra i due ragazzini si accende al punto da finire quasi in tragedia. Un bengalese di 18 anni ospite di un centro di accoglienza in via di Passolombardo, zona Tor Vergata, è stato colpito con almeno dieci coltellate da un coetaneo tunisino ospite come lui nella struttura da quattro mesi. Ricoverato in gravissime condizioni al policlinico universitario, è riuscito a dire ai carabinieri il nome dell’aggressore facendolo arrestare. Rinchiuso a Regina Coeli con l’accusa di tentato omicidio, l’accoltellatore è stato bloccato dai militari poco distante dalla struttura. Sbarazzatosi dell’arma, aveva ancora i vestiti imbrattati di sangue: agli uomini agli ordini del Capitano Melissa Sipala ha detto ben poco per giustificarsi. Il suo coetaneo, intubato e inizialmente ricoverato in condizioni disperate, ha ferite d’arma da taglio in tutto il corpo. Due in particolare alla schiena hanno toccato i polmoni. Non è la prima volta che nei centri di accoglienza, già al centro dell’inchiesta su Mafia Capitale, si verificano casi simili. Le strutture, gestite da cooperative sociali, ospitano giovani appena sbarcati sulle coste italiane: i conflitti tra ragazzi di diverse nazionalità si rivelano spesso tanto forti da alimentare veri e propri conflitti civili tra quattro mura. Era successo all’Infernetto, nella struttura per minori non accompagnati di via Bedollo, dove i ragazzi si sono più volte picchiati finendo all’ospedale, e dove hanno appiccato roghi per protesta, distrutto vetri, porte e muri. Tutto questo a poche settimane dal "caso Tor Sapienza", che portò al trasferimento immediato degli ospiti e alla diffusione di tanti nuovi focolai di scontri.
Coltellate tra profughi al centro di accoglienza
Una parola detta male e la discussione tra i due ragazzini si accende al punto da finire quasi in tragedia. Un bengalese di 18 anni ospite di un centro di accoglienza in via di Passolombardo, zona...