Politica

Al San Camillo ambulanze ferme 16 ore

Il sovraffollamento in attesa di un letto blocca anche la piazzetta dei mezzi di soccorso

Fuori medici e infermieri protestano «contro i tagli che hanno ridotto il pronto soccorso al collasso», dentro i pazienti aspettano ore parcheggiati sulle barelle in corridoio: «La crisi è di sistema - denunciano anche i sanitari - in questo periodo c’è il picco di influenza, sì, ma la realtà è che al San Camillo come negli altri pronto soccorso romani si può restare anche diversi giorni su una lettiga di un’ambulanza aspettando il trasferimento in reparto». I sindacati, a livello regionale, hanno registrato del resto una media di 1.600 accessi solo nell’ultimo mese, 400 in attesa di trattamento o trasferimento, e 130mila ore di fermo ambulanze nel 2014 contro le 200mila dell’anno precedente. Il sit-in «prontosoccorsoko» è stato organizzato dalla Fp Cigl in varie città d’Italia, da Milano a Napoli. A Roma è stato scelto l’ospedale San Camillo, uno dei presidi che negli ultimi giorni si è distinto in negativo: «Contiamo fino a 200 accessi al giorno - racconta Domenico, infermiere da 12 anni al pronto soccorso - non potendo spostare i malati nei reparti non ci sono spazi per sistemarli, spesso sostano in corridoio anche per diverse notti, la media è di 5-6 giorni, e d’altro canto noi siamo costretti a turni impossibili. I pazienti, specie quelli che stanno male, sono rassegnati, al contrario dei parenti, abbiamo subito diverse aggressioni». Come ha scritto Francesca, infermiera del Dea, sul suo cartello «nel mese di gennaio 19 giorni di prognosi, è la terza volta nel 2014». Pazienti e personale esasperati, e ripercussioni a cascata sull’intero servizio: «Il sovraffollamento si associa al blocco delle ambulanze - spiega anche Gaia Di Laurenzi, coordinatrice degli infermieri del Grassi di Ostia - non potendo i mezzi ripartire senza barelle, occupate dai degenti perché dentro non ci sono posti letto, si blocca l’intero circuito». Infatti c’era anche il 118 ieri al San Camillo: «Le nostre ambulanze sono vecchie - continua Sergio - alcune hanno più di 200mila chilometri e viaggiano da più di 5 anni, la normativa prevede che vengano declassate e vendute». In riferimento al pronto soccorso «un intero equipaggio resta sequestrato anche 16 ore, abbiamo calcolato che le 130mila ore di fermo del 2014 equivalgono ad un’ambulanza ferma per vent’anni davanti a un ospedale col personale pagato». Massacranti i turni: «Guidiamo per 16 ore consecutive, come fanno i cittadini a fidarsi di noi?». Ieri al pronto soccorso del San Camillo c’erano 54 pazienti, 20 in attesa di ricovero, 4-5 trasferiti nelle case di cura delle vicinanze. I 400 posti letto messi a disposizione dalle strutture private, nei prossimi giorni, dovrebbero contenere il sovraffollamento, che in corsia continua: in mattinata, nell’ala dedicata ai codici bianchi e verdi, si contavano almeno sei pazienti, uno dietro l’altro lungo il corridoio nella speranza di una stanza. I problemi, come denunciato su queste pagine ieri, continuano anche all’Umberto I: «Da anni ormai la media degli accessi al Dea è di 100 pazienti al giorno, media che in queste settimane è salita a 140 accessi con una permanenza, dei pazienti nella piastra di osservazione clinica, che arriva a superare anche 5 giorni, questo è inaccettabile - denuncia dalla Fp Cgil Francesco Frabetti - I medici di medicina arrivano a fare 9 guardie notturne, gli infermieri e i portantini sono costretti ai doppi turni nel caos più totale».

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