Appalti pilotati nelle camere mortuarie degli ospedali di Roma. Secondo l’ipotesi al vaglio della Procura potrebbero essere stati concessi alle agenzie funebri in cambio di bustarelle e promesse di voti. Sono trascorsi più di due mesi da quando gli uomini della Squadra mobile hanno dato il via alle perquisizioni nei nosocomi e nelle società di onoranze funebri travolte dall’inchiesta sul «caro estinto». Le accuse ipotizzate vanno dall’associazione a delinquere al concorso in corruzione, passando per il falso, la truffa e la turbativa d’asta. Nel registro degli indagati sono state iscritte 29 persone tra funzionari delle Asl, addetti alle pompe funebri e politici. Tra questi c’è anche Marco Visconti, ex assessore all’Ambiente della giunta Alemanno. In gioco c’è un business milionario. Lo testimonia un sistema di appalti «al contrario», in cui non sono gli ospedali a pagare per esternalizzare il servizio di cura delle salme, ma è la ditta che vince la gara a pagare circa mille euro al giorno per avere la gestione «in esclusiva» della camera mortuaria.
La Procura indaga sugli appalti
