Politica

Salvini: «Mi vergogno di essere italiano»

Bocciato il referendum sulla legge Fornero. Il leader leghista furioso: «Non finisce qui»

Salvini è un fiume in piena: «Sono incazzato, non come segretario della Lega, ma a nome di milioni di Italiani». «Stavo ascoltando un servizio sulla legge elettorale, mi veniva da dire: ma chi se ne fotte della legge elettorale, delle liste bloccate Prosegue – Noi abbiamo proposto un referendum per restituire diritti a milioni di Italiani, han deciso che non si fa, così Renzi è contento, la Fornero è contenta. È veramente una pessima giornata». E neppure il giudizio dei costituzionalisti sul fatto che il referendum è inammissibile basta a placarlo. «No, no, no. Il professor Luca Antonini, un illustre costituzionalista, è quello che ci ha steso il parere sulla piena ammissibilità». Quindi ragiona il leader della Lega, il motivo è ben altro. È una scelta politica, non è una scelta di legge. L'input è non disturbare il dittatore Renzi, che sarebbe stato disturbato perchè gli italiani avrebbero votato in massa contro questa legge schifosa. Mi spiace che Renzi e Berlusconi passino il tempo a parlare della legge elettorale e non di problemi seri». Salvini arriva anche a minacciare azioni eclatanti. «Non finisce qui. Noi abbiam seguito tutte le vie normali previste dalla legge, evidentemente in Italia non basta passare dalle vie normali. Bisogna fare cose anormali, ma io per restituire diritti a questi Italiani sono disposto a tutto». Quali? il leader della Lega non si sbilancia quando gli viene chiesto a che cosa si riferisca: «Prima le facciamo e poi le diciamo. Iosono un pacifico, democratico e non violento, ma in Italia la democrazia è morta, perché in Italia la democrazia passa dalla direzione del Pd». E quindi, azioni di forza? «Se serve...se serve. Siamo in mano a pochi che fanno i loro interessi e io non ci sto. Se le vie normali non bastano, troveremo vie più fantasiose». Reazioni anche alla Camera, dove la Lega Nord prima ha abbandobato l’aula per protesta e poi, rientrati, hanno alzato dei cartelli con scritto «ladri di democrazia», richiamati dal presidente di turno Roberto Giachetti. «State stuprando la democrazia e non possiamo stare zitti - ha gridato il capogruppo Massimiliano Fedriga - non possiamo svendere i diritti dei cittadini al patto del Nazareno. Oggi la Lega cambia atteggiamento».

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