Prove tecniche di golpe. Fonti parlamentari renziane interpretano così la decisione della minoranza del Pd di non arretrare sull’Italicum. E oggi il premier chiederà un voto in Assemblea. Dovrà esserci, è il ragionamento che viene riferito da fonti parlamentari, una posizione chiara, è finito il tempo della palude. C’è un tentativo, brontolano nel partito, di mettere in minoranza Renzi. Il disegno è portato avanti da Gotor ( nella foto ), l’ideologo del bersanismo e quindi c’è la firma dell’ex segretario «rottamato». È una sfida all’Ok corral. Il tentativo sarebbe si saldare l’asse anti-Renzi a palazzo Madama con le forze dell’opposizione, una manovra che i renziani vogliono portare la manovra alla luce del sole dove, come i vampiri, si dovrebbe ridurre in cenere. Delle sue intenzioni non fa mistero Miguel Gotor, nella conferenza stampa della minoranza Dem sulla legge elettorale, cui hanno preso parte Paolo Corsini, Nerina Dirindin, Lucrezia Ricchiuti e Carlo Pegorer. «Il sottoscritto - chiarisce Gotor - se ci saranno i capolista bloccati, non voterà l’Italicum e la conseguenza sarà, immagino, che passerà non con il mio voto, ma con l’apporto di FI, di Berlusconi, di Verdini...». E ancora: «Abbiamo concesso un po’ tutto a tutti. Ora chiediamo a Renzi un confronto serio, sereno, effettivo, reale che tenga conto di una posizione di un terzo dei senatori del Pd. Noi teniamo il punto». Se la dovranno vedere con un determinatissimo Premier: «Un passaggio chiave» per «uscire dalla palude» che va assolutamente affrontato e chiuso prima di eleggere il nuovo capo dello Stato, ha detto Renzi che con la minoranza del Pd ha ingaggiato un vero corpo a corpo. Renzi è stato netto: «Parliamone ancora se serve», per «evitare rotture», ma «dobbiamo e possiamo chiudere la discussione in 48 ore. Renzi ha sottolineato ancora: «Non si può usare un gruppo minoritario come un partito nel partito». Renzi ha definito Manuel Gotor «il mio nemico preferito», ma dovrà fare i conti con Bersani. «L’impressione - ha detto ieri Bersani - è che si prepari la minestra con la destra, e poi la si faccia mangiare a un pezzo del Pd. È un’impressione, ma se ce l’hanno in tanti, è un’impressione sgradevole che bisogna togliere dal tavolo. Il Presidente della Repubblica va fatto con tutti ma il compito di mettere un soggetto sul tavolo ce l’ha il Pd». E a proposito di «questo benedetto Patto del Nazareno», osserva l’ex segretario democratico, «sono convinto anche io che, se l’hanno scritto, ci sarà scritto un centesimo di quello che si favoleggia. Ma è giusto preoccuparsi anche di quello che si favoleggia, perché poi si fanno degli errori gravi».
Italicum, Renzi non tratta e Dem esplodono
Il diktat: «La legge non cambia, oggi si decide». Gotor: «Così non la voto, la faccia con FI»
