Politica

L’affondo di Grillo: «Rinunci al senato a vita»

Scatenati gli esponenti del M5S: «Se ne va il peggior presidente, è il giorno della liberazione»

Che il Movimento 5 Stelle non abbia mai apprezzato l’operato del Capo dello Stato era noto a tutti. Nel giorno del congedo dal Quirinale, però, erano in molti ad attendersi dai grillini un atteggiamento diverso, una sorta di onore delle armi al vecchio nemico che se ne va. Invece l’addio dei parlamentari 5 Stelle a Napolitano è stato al veleno, con frasi durissime sui social network e la richiesta di rinunciare alla carica di senatore a vita, con tanto di hashtag sul blog di Beppe Grillo #Napolitanotornaacasa. «Ci permettiamo di dare al Presidente un suggerimento: lasciato il Quirinale, rinunci anche alla carica di senatore a vita che la Costituzione gli assegna di diritto. È la stessa Costituzione, all'art. 59, a prevedere questa possibilità: in questo modo le casse dello Stato risparmierebbero oltre 276 mila euro all’anno». Una richiesta che va oltre l’aspetto economico. Per i grillini, infatti, le colpe di Napolitano sono state tante, a partire dal ruolo di regista della politica italiana negli ultimi tre governi: «Non è stato garante e per questo non lo rimpiangeremo», spiegano i capigruppo M5S di Camera e Senato, Andrea Cecconi e Alberto Airola. Sotto accusa anche l’atteggiamento fortemente europeista dell’ex Presidente della Repubblica e le stoccate che avevano come destinatario proprio il Movimento, l’ultima lo scorso 10 dicembre: «L’antipolitica è patologia eversiva». Per questo i toni del comunicato dei grillini non sono stati leggeri: «Rinunciando alla carica di senatore a vita, Napolitano verrebbe ricordato non solo come il Capo dello Stato chiamato in causa nella trattativa Stato-Mafia, che ha sostenuto il governo Renzi, rendendosi complice dell’umiliazione quotidiana della Costituzione e della democrazia nelle aule parlamentari», così come i commenti sui social network. «Mi sento di dire non ci mancherai, è il Presidente che ha firmato la Legge Fornero» scrive Di Maio facendo riferimento anche all’appello rivolto a Napolitano, e rimasto inascoltato, sul reddito di cittadinanza, mentre il deputato Fraccaro parla addirittura di «giorno della liberazione per gli italiani», evocando il 25 aprile e aggiungendo che «si è dimesso con disonore». Sulla pagina facebook Montecitorio Cinque Stelle la foto di Napolitano con la penna in mano e la scritta «Dimissioni. Finalmente ne ha firmata una giusta», viene condivisa da tanti parlamentari, a partire da Roberta Lombardi. Anche Alessandro Di Battista, uno dei componenti del direttorio 5 Stelle, affida a facebook il suo commento: «Il peggior Presidente della storia se ne va. È stato il responsabile numero uno del crollo socio-economico del nostro Paese, un collaborazionista dell’Europa delle banche, sempre pronto a difendere i grandi interessi e a delegittimare le opposizioni», mentre Carlo Sibilia su twitter ringrazia ironicamente l’ex Capo dello Stato per «aver firmato il lodo Alfano che disponeva la sospensione del processo penale nei confronti delle Alte Cariche Stato». Poco diplomatico anche il senatore del M5S Enrico Cappelletti: «Passerà alla storia per avere sempre accolto a braccia aperte il cittadino Confalonieri, noto rappresentante di un pregiudicato».

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