È «molto positivo» il bilancio del semestre di presidenza italiana del Consiglio Ue, in particolare per il consiglio Ecofin, «sia in termini di risultati concreti e specifici delle misure prese, ma anche dell’impronta sul dibattito e sulle priorità della nuova Commissione, con crescita, investimenti, occupazione». Lo ha detto il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, arrivando al Parlamento europeo a Strasburgo dove ha fatto il punto sul semestre italiano di fronte alla commissione Affari economici. «Sei mesi fa non eravamo a questo punto e adesso penso che abbiamo fatto dei passi avanti, ma molto resta ancora da fare», ha aggiunto. In realtà come documentato dal Tempo molto poco ha potuto e voluto fare il governo Renzi in Europa visto che nel suo semestre la Commissione ha preso i suoi pieni poteri solo alla fine di novembre quando lo spazio per le proposte era molto ristretto. Padoan ha però affrontato anche temi economici come la deflazione nell’Eurozona che «è pericolosamente vicina soprattutto in alcuni paesi», ma il ministro Padoan è fiducioso «che la Banca centrale europea prenderà le misure appropriate entro pochi giorni». Il responsabile dell’Economia, Padoan, ritiene che «sia importante che si continui a lavorare per un euro solido, unito, in cui tutti i paesi contribuiscono ciascuno per la sua parte». L’anno appena iniziato, ha aggiunto riferendosi alle difficoltà della Grecia, «in termini di crescita andrà meglio del precedente per tutti, e questo aiuterà anche la sostenibilità del debito». Focus anche sulla recessione che «purtroppo in Italia c’è da tre anni ma nel 2014 si è affievolita e nel 2015 scomparirà» ha detto Padoan. «La disoccupazione purtroppo è cresciuta - ha aggiunto - perché segue sempre l’andamento della crescita in tutti i sensi. Quindi - ha concluso il ministro - la crescita riprenderà e l’occupazione migliorerà nei prossimi mesi» Quanto ai risultati del semestre Padoan ha confermato la sostanziale vaghezza di risultati del governo Renzi nell’Ue: «È presto per valutare delle aperture della Commissione europea sulla flessibilità nella valutazione delle spese per investimenti in relazione alle regole di bilancio Ue: domani (oggi ndr) l’esecutivo europeo dovrebbe infatti approvare una comunicazione in cui definisce i termini della questione. «Il tema della flessibilità è stato posto al centro del dibattito, credo che la Commissione arriverà con proposte importanti, ma dobbiamo verificare». Il freno alla normalizzazione dell’economia italiana resta comunque il debito pubblico italiano che è «elevato e aumenterà nel 2015», per «cominciare a diminuire l’anno prossimo». Ma, ha aggiunto il ministro dell'Economia rispondendo a Strasburgo alle domande degli europarlamentari della Commissione Affari economici, «è assolutamente sostenibile», anzi, «a lungo termine secondo gli indicatori della Commissione è fra i più sostenibili». Potrà «diminuire rapidamente» a partire dal 2016 «se la dinamica dei prezzi nell’Ue e soprattutto nell’Eurozona tornerà vicina ai livelli normali, cioè al 2% di inflazione». Inoltre, ha aggiunto il ministro, «le riforme strutturali introdotte danno linfa vitale alla crescita a lungo termine».
«Semestre Ue positivo». Ma i risultati sono scarsi
È «molto positivo» il bilancio del semestre di presidenza italiana del Consiglio Ue, in particolare per il consiglio Ecofin, «sia in termini di risultati concreti e specifici delle misure prese, ma...
