Sarebbero bastati altri cinque minuti e forse il mondo non avrebbe perso una delle voci più complete del panorama musicale italiano. La corsa a tutto gas a bordo di un Suv non è bastata a salvare la vita di Pino Daniele. L'equipe medica era già pronta, anche se, come in altre occasioni, il medico personale del cantante era fuori città e avrebbe visto il suo paziente solo dopo 24 ore. Oggi intanto verrà conferito ufficialmente l'incarico peritale volto ad eseguire l'esame tossicologico sul corpo del re del blues partenopeo. Attraverso questo e altre analisi, il sostituto procuratore Marcello Monteleone, intende scoprire se il cantautore avesse assunto sostanze che potrebbero aver generato uno stato di alterazione del suo organismo divenendo una concausa della morte. Gli inquirenti vogliono capire se la cura farmacologica a cui era sottoposto Pino Daniele fosse corretta e l'intento è quello di accertare anche il comportamento del suo medico. Intanto Nello Daniele, fratello di Pino, ha espresso i suoi «complimenti al popolo napoletano». «I napoletani hanno dato esempio di grande maturità, di civiltà – ha affermato l'uomo - Qualcuno ha cercato anche di punzecchiare con la sceneggiata napoletana, la vera è sceneggiata è questa, è che Pino è ancora vivo». «Pino è in tutti noi è vivrà sempre- ha concluso il fratello della vittima - a lui non piacevano le passerelle». Nello Daniele ha anche parlato di quanto sia stato «indissolubile ed eterno» il legame tra il cantante e i napoletani. Le ceneri, nel frattempo, sono state esposte al Maschio Angioino. Adagiate vicino un mazzo di rose con la coccarda dei colori di Napoli e il gonfalone del comune, le ceneri resteranno esposte per dieci giorni, insieme a una foto che ritrae il cantante in penombra, in compagnia della sua migliore amica, una chitarra. Nella Sala dei Baroni, grazie alla filodiffusione, è possibile ascoltare le sue canzoni più famose. Anche lo stadio San Paolo, in occasione della partita di campionato vinta dalla Juventus sul Napoli, ha voluto regalare a Pino Daniele uno spettacolo emozionante. In 50 mila, domenica sera, hanno cantato «Olé, olé, olè, Pino, Pinooo». Questa colonna sonora, la stessa che veniva intonata quando Diego Armando Maradona sfoderava una delle sue magie, al San Paolo viene cantata solamente nelle occasioni più importanti. Prima dell'incontro calcistico, gli altoparlanti hanno tenuto compagnia alla folla diffondendo lalcune canzoni di Pino Daniele. Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha dato il via alla celebrazione, col microfono in mano al centro del campo. “Siamo qui per onorare un grande napoletano – ha detto il presidente azzurro - Pino Daniele ha contribuito a rendere più grande la nostra città, come altri napoletani del valore di Eduardo De Filippo, Totò, Massimo Troisi. Io l’ho conosciuto 35 anni fa, scrisse la musica di un mio film. Avevamo deciso di fare tante cose straordinarie insieme, allora, purtroppo non ce l’abbiamo fatta”. Un momento toccante è avvenuto quando Hamsik ha consegnato la maglia col numero 19 (la data di nascita del cantautore scomparso) a Nello Daniele: «Voglio ringraziare la città per il grandissimo affetto. I tifosi sperano che adesso “Napul’è” diventi il nuovo inno della squadra e naturalmente me lo auguro con tutto il cuore anche io…».
Pino Daniele, cinque minuti di troppo
Il cantante forse poteva salvarsi se fosse arrivato prima in ospedale Oggi l’incarico peritale per le analisi tossicologiche e sui farmaci
