Politica

Nel mirino del Ros Milano, Torino e Genova

Si allunga la lista degli obiettivi sensibili

Milano, Torino, Liguria ed Emilia Romagna. La lista degli obiettivi dell’Isis in Italia si allarga. Fonti dell’intelligence israeliana riferiscono che il nostro Paese ha anche altri obiettivi sensibili. Massima attenzione, dunque, nel capoluogo lombardo intorno al Duomo. Così come per Torino nei punti nevralgici della città. La Liguria, poi, è al centro delle investigazione del Ros che ha individuato, vicino Sanremo, una cellula jihadista composta da tre albanesi. Anche in Emilia Romagna «evidenze di analisi investigativa hanno condotto a questa conclusione». Secondo quanto riferito dai servizi segreti americani, infatti, il rischio è che alcuni commandos possano arrivare in Europa mischiandosi tra i profughi che sbarcano sulle nostre coste. Da qui, poi, la possibilità di raggiungere altri Stati e compiere attentati. L’allarme da Israele, ovviamente riguarda soprattutto le comunità ebraiche, che fanno capo alle sinagoghe frequentatissime proprio nei maggiori centri metropolitani del nord Italia, senza escludere quello della Capitale. Tanto che sono stati rafforzati a Roma i dispositivi di sicurezza intorno al Ghetto e alla scuola ebraica. «I servizi sono stati rimodulati e potenziati davanti a tutti gli obiettivi sensibili», ha detto il capo della Digos di Roma, Diego Parente. Tra gli obiettivi sensibili, però, ci sono anche le sedi delle Ambasciate, i monumenti e le redazioni di tv e giornali. Da parte sua l’intelligence israeliana ha pensato di inviare personale super addestrato del Mossad nelle maggiori città d’Europa. Un dato sintomatico dei timori e dei riscontri informativi che hanno ottenuto negli ultimi mesi, «attuando un continuo monitoraggio di fonti aperte e informative senza soluzione continuità», ha spiegato a Il Tempo una fonte interna dell’intelligence israeliana. Intanto, dopo l’ennesimo allarme su Roma e il Vaticano, il prefetto Pecoraro, ieri, nel corso di una riunione di coordinamento delle forze di polizia, ha previsto nuovi dispositivi di vigilanza fissa e dinamica, non esclusa possibilità di ricorrere a personale aggiuntivo, rivalutando le misure già varate dopo l’attentato di Parigi.

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