Politica

Anonymous acceca il sito scovato da Il Tempo

Bloccato dagli hacker il portale islamico che reclutava i terroristi in tutto il mondo

Colpito e affondato. L’operazione Charlie Hebdo, lanciata in Rete da Anonymous il giorno dell’attentato al giornale satirico francese, è partita. Ieri il gruppo di hacker ha oscurato il portale ansar-alhaqq.net, uno dei forum jihadisti più frequentati dai terroristi islamici legati all’Isis, tra i 79 sotto osservazione da parte dell’antiterrorismo. È la prima vittima della cyberwar al mondo del terrorismo islamico. «Attaccare la libertà di espressione è attaccare Anonymous», recitava il video messaggio diffuso subito dopo la morte a Parigi del direttore del giornale satirico e alcuni vignettisti di punta. La promessa di vendicare Charlie Hebdo è stata mantenuta e ieri su twitter, con l’account @OpCharlieHebdo, il gruppo di hacker ha lanciato l’hashtag #TangoDown, con cui si annunciava che il sito web francofono ansar-alhaqq.net, associato all’estremismo islamico, era fuori uso. Da subito, infatti, la pagina risultava non disponibile e l’indirizzo rimanda al sito di ricerca DuckDuckGo. «Attaccare la libertà di parola - aveva annunciato il gruppo - è un colpo diretto alla democrazia. Aspettatevi una reazione enorme da noi, perché questa libertà è quello per cui noi abbiamo sempre combattuto». In poche ore sul sito dell’operazione Charlie Hebdo sono confluiti migliaia di accessi, e anche su Twitter sono stati pubblicati centinaia di post a favore di Anonymous. Ansar-alhaqq.net è un forum di discussione tra jihadisti in cui si possono trovare anche i comunicati ufficiali dei mujaheddin, di Al Qaeda, dell’Isis e di tutta la galassia legata al terrorismo di matrice islamica. All’interno di forum come questo, poi, si può accedere ad altri siti con chiavi pubbliche criptate, all’interno dei quali avvengono l’arruolamento e l’indottrinamento. Spesso, per provare a sfuggire ai controlli, si utilizzano chat a luci rosse all’interno delle quali si scambiano informazioni e progetti di partenze per i teatri di guerra. Il gruppo di hacker, lista dei siti alla mano, ha progettato una serie di attacchi per bloccare la propaganda jihadista dell’Isis e di Al Qaeda. Nel video di annuncio dell’operazione si dice ancora: «È nostro dovere reagire. Abbiamo sempre lottato per la libertà di espressione. Tutte le organizzazioni connesse con questi attacchi terroristici si aspettino una reazione massiccia di Anonymous. Vi rintracceremo, vi troveremo e non ci fermeremo mai». La risposta dell’Isis, però, non è tardata ad arrivare. L’account Twitter del Comando centrale Usa per la regione mediorientale, Centcom, è stato sospeso dopo un attacco hacker da parte di simpatizzanti americani dell’Isis, che hanno inviato a nome del centro logistico Usa otto tweet nell’arco di venti minuti minacciando i militari americani: «Attenzione soldati americani stiamo arrivando, siamo nei vostri computer, guardatevi le spalle. Vi conosciamo e conosciamo le vostre mogli e i vostri bambini». Gli hacker hanno pubblicato nei diversi tweet alcuni documenti militari interni del ministero della Difesa e i numeri di telefono e gli indirizzi di diversi ufficiali. «Il Cybercaliffato e la Cyberjihad continuano», si legge in un tweet.

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