Politica

La Francia si rimette in marcia

Tutta Europa sfilerà oggi a Parigi in ricordo dei suoi 17 connazionali trucidati Migliaia di poliziotti schierati. Ma su twitter vince la paura: #annulezLa Marche

Una risposta unanime quella che l’Europa tutta, e non solo, si appresta a dare oggi alle stragi di Parigi. E sì perché di stragi si è trattato, mercoledì nella redazione di Charlie Hebdo e ancora venerdì nel minimarket kosher della capitale. Venti morti in meno di 72 ore per un folle jihiadismo che rischia di portare, o forse ha già portato, a una guerra senza precedenti. All’invito del presidente francese Francois Hollande di marciare uniti per la Repubblica - e in Francia la parola "repubblica" non si riferisce solo alla forma di Stato - hanno risposto praticamente tutti i leader europei, estendendo i confini anche alla Russia e Turchia, molti africani, soprattutto delle ex colonie, e praticamente i rappresentanti di tutte le religioni e le istituzioni laiche. Una «marcia repubblicana» per dire no al terrorismo nella quale al fianco delle autorità francesi sfileranno la cancelliera tedesca Angela Merkel, il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy e i colleghi britannico David Cameron, belga Charles Michel, olandese Mark Rutte e danese Helle Thorning-Schmidt e, ovviamente, il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, dopo aver dato la propria adesione ha preferito poi rinunciare per motivi di sicurezza e sarà rappresentato dal ministro degli Esteri Avigdor Lieberman. Presente anche la Federazione della Stampa italiana, Usigrai e Articolo 21, per portare la solidarietà dei giornalisti a un atto terroristico che ha avuto come obiettivo proprio la libertà di stampa e di espressione. Eccezionali, naturalmente, le misure di sicurezza: impiegati oltre 5500 poliziotti e militari. I tetti, sui quali saranno appostati dei cecchini, e i tombini lungo il percorso saranno ispezionati uno ad uno. E fin dalla mattina verranno chiuse molte stazioni della metropolitana. Il piano antiterrorismo Vigipirate rimane al suo livello più alto. L’appuntamento è per le 15.00 di domenica a place de la Repubblique. Il corteo, diretto a place della Nation, si snoderà lungo due diversi itinerari. Il primo ministro Valls ha detto ai francesi «a venire numerosi» e non vi sono dubbi che l’invito verrà accolto. Già ieri hanno marciato in 700mila in città di tutta la Francia, mentre i leader delle principali confessioni religiose hanno esortato i fedeli a partecipare alla manifestazione. La marcia è aperta a tutti i francesi ma, a differenza degli altri partiti, il Front National, movimento di estrema destra più volte accusato di islamofobia, non è stato formalmente invitato. La sua leader, Marine Le Pen, parteciperà ad una marcia antiterrorismo organizzata in una cittadina provenzale dove c’è un sindaco del Front National. Sempre oggi e sempre a Parigi, si terrà anche un vertice internazionale contro il terrorismo. Il ministro francese degli Interni, Bernard Cazeneuve, si riunirà con il ministro della Giustizia americano Eric Holder e i ministri degli Interni di Germania, Gran Bretagna, Spagna, Italia e Polonia. Saranno presenti anche il commissario europeo agli Affari interni Dimitris Avramopoulos e il coordinatore dell’Unione Europea per la lotta al terrorismo, Gilles de Kerchove. E sì perché al di là della marcia e del necessario segnale di unità e forza che l’occidente è chiamato a data nel momento più critico dall’11 settembre 2001, occorre fare davvero di più. «Colpendo Parigi e i nostri fratelli ebrei, hanno cercato di mettere in discussione l’identità Europea - ha ribadito il premier Renzi - continuare dunque, sulla strada che conduce a una più significativa Unione politica europea, investendo su un programma di sicurezza comune che comprenda anche le intelligence. Non dobbiamo rimanere in balia della paura, ma essere capaci di aprirci al futuro». Chissà che non sia arrivato il momento che l’Europa, di fronte a una minaccia così profonda e crudele, non diventi davvero unita per sconfiggere una paura che dilaga, come ieri su twitter. L’hashtag "#AnnulezLaMarcheDu11Janvier" era al primo posto tra i più twittati: gli utenti chiedevano l’annullamento della marcia.

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