Alfano nel suo intervento ha comunque assicurato la massima attenzione agli obiettivi sensibili italiani e ha spiegato che tra i 53 «foreign fighters», i combattenti stranieri censiti nel nostro Paese che sono passati per l'Italia «nella fase della partenza o solo di transito», quattro hanno nazionalità italiana. Due di questi sono stati già segnalati nella precedente informativa, come il genovese Giuliano Delnevo, morto in combattimento ad Aleppo, mentre un altro è un giovane marocchino naturalizzato che si trova attualmente in un altro Paese europeo. Ma Alfano ha voluto anche rassicurare sulla minaccia di possibili attentati nel nostro Paese: «Non abbiamo, in questo momento, segnali che indichino l’Italia o interessi italiani esposti a specifiche fattori di rischio», ma la vigilanza, ha assicurato, resta comunque alta. «Non sottovaluto le preoccupazioni che si indirizzano verso i rischi di flussi di immigrazione, individuati come possibile veicolo di infiltrazione dei movimenti terroristici in territorio nazionale. Vorrei dare rassicurazione circa l'attivazione di adeguati dispositivi di controllo, che riguardano in particolare i valichi di frontiera, che in ragione della loro posizione geografica riteniamo più esposti al possibile transito di combattenti diretti o provenienti dalle aree di conflitto». Inoltre, ha proseguito, «è stato disposto l'immediato rafforzamento dei dispositivi di protezione e vigilanza diffusi tra prefetti e questori. L'attività di monitoraggio degli obiettivi sensibili, compresi quelli riferiti ad interessi francesi e statunitensi presenti in Italia proseguirà con grandissimo impiego e dispiego di forze. L'attenzione non è rivolta solo verso siti istituzionali, ambasciate, consolati dei paesi più esposti, luoghi di culto e la Città del Vaticano ma anche a sedi di giornali e di network televisivi e non si trascurano quelle personalità pubbliche che anche in ragione delle loro posizioni politiche potrebbero risultare oggetto di mire terroristiche». Ma il governo sta anche pensando a nuove misure per affrontare «la nuova minaccia rappresentata dal terrorismo molecolare, il terrorista "home made" che si radicalizza, si addestra sul web, progetta da solo, e senza apparenti e dimostrate appartenenze a reti strutturate organizza attacchi o azioni terroristiche». Tra le norme a cui sta lavorando il governo ci sono anche il ritiro del passaporto, pene contro chi organizza gli spostamenti dei foreign fighters, lo stop alla vendita dei cosiddetti precursori di esplosivi e una «black list» dei siti a rischio. E soprattutto a creare una Procura nazionale antiterrorismo. Nel pomeriggio il leader della Lega Matteo Salvini è tornato ad attaccare l’esecutivo: «Non credo che il governo italiano abbia la percezione della gravità di quanto sta accadendo, è necessario sospendere subito gli arrivi dei sospetti perché qua c’è qualcuno che in nome di un dio ammazza». Critiche ad Alfano sono arrivate anche dal Sap, uno dei sindacati di polizia: «La circolare del ministro dell'Interno è solo fumo negli occhi» ha detto il segretario generale Gianni Tonelli che ha invitato «tutti i giornalisti ad affacciarsi dalle finestre della propria redazione e a verificare se sono state rafforzate le misure di vigilanza e prevenzione come promesso dal ministro Alfano nella circolare inviata ai prefetti subito dopo l'attentato di Parigi».
«La nostra polizia conosceva Cherif»
Informativa di Alfano: «È uno dei due Kouachi ma non è mai stato in Italia» La Lega attacca: «Collaborate con i terroristi, avete azzerato le espulsioni»
