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E a Roma petardi contro un gruppo di musulmani

Petardi contro l’edificio che ospita un centro di accoglienza per rifugiati politici in via di Grottarossa a Roma. È successo la scorsa notte, quando i 46 immigrati ospitati nella struttura e i...

Petardi contro l’edificio che ospita un centro di accoglienza per rifugiati politici in via di Grottarossa a Roma. È successo la scorsa notte, quando i 46 immigrati ospitati nella struttura e i residenti, sono stati svegliati da un forte boato. Ancora tensioni, dunque, nelle periferie romane. L’episodio evoca lo spettro di Tor Sapienza, dove per giorni è andata in scena la protesta dei residenti contro il centro di via Morandi. L’altra notte, però, dopo lo choc iniziale dovuto alle esplosioni, i rifugiati sono scesi in strada per protestare, spostando al centro della strada alcuni cassonetti dei rifiuti e bloccando il traffico. Sul posto sono immediatamente intervenuti gli agenti del Commissariato Flaminio, che ora indagano sulla vicenda. La situazione è tornata alla normalità subito dopo. Gli immigrati hanno riferito agli agenti che i petardi erano stati lanciati da alcune persone fuggite poi in auto. Secondo quanto dichiarato in una nota dall’assessore alle Politiche Sociali e Sanitarie del XV Municipio, Michela Ottavi, «è il secondo episodio che si verifica nell’arco di pochi giorni: lo scorso 3 gennaio il centro è stato colpito dal lancio di altri petardi, come risulta dall’esposto presentato agli organi competenti». Il caos dovuto alle esplosioni e alla protesta successiva da parte degli ospiti del cento di accoglienza, ha svegliato anche i residenti che da tempo convincono con la struttura. «Il centro di accoglienza, aperto da anni, oggi ospita 46 rifugiati politici che ho incontrato di buon ora questa mattina, con i consiglieri Pica e Poletto - ha aggiunto l’assessore - per portare la mia solidarietà e quella dell’amministrazione Torquati alle persone che abitano il centro, agli ope n territorio, quello di Grottarossa - ha spiegato la Ottavi - dove convivono da anni etnie diverse integrate nel tessuto sociale, scolastico e urbano e dove è forte il senso di solidarietà e accoglienza dei cittadini». «Abbiamo, inoltre richiesto, alle forze dell’ordine controlli a tutela degli ospiti del centro e dei cittadini - ha concluso - Condanno questo atto di violenza, da qualunque parte arrivi, e rinnovo il mio impegno per un Municipio solidale, antirazzista, in cui nessuno, a prescindere, dal colore della sua pelle, si senta escluso e solo».

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