Politica

Charlie Hebdo, Alfano: "Massima allerta in Italia"

Parla in Aula semi deserta ricordando l'impegno del nostro paese alla lotta contro al-Qaeda: "L'antiterrorismo vigila nelle città". Ma Lega e MoVimento 5 Stelle attaccano il governo

Lega e MoVimento 5 Stelle attaccano. E' uno scontro interno, politico. Un rifiuto dell'opposizione di collaborare. Non hanno fiducia in questo governo e non attendono minuto per farlo sapere. Criticano Angelino Alfano che parla a un Aula semi vuota. Solo un centinaio i deputati presenti. Tra i banchi del governo, oltre ad Alfano, il ministro per i Trasporti, Maurizio Lupi, e il sottosegretario agli Affari regionali Gianclaudio Bressa. L'informativa d'urgenza. Nel corso dell'informativa urgente alla Camera sulla strage di Parigi viene descritto lo status della sicurezza nel nostro paese, facendo un quadro generale sulla situazione italiana. Il ministro parla dei foreign fighers, dei combattenti in nome di Allah presenti sul territorio europeo pronti a perorare la causa della jihad nel mondo occidentale. Come riportato dal nostro giornale, sono 800 i luoghi di culto a rischio terrorismo nel nostro paese. E il ministro dell'Interno non si risparmia nel cercare di rassicurare l'opinione pubblica dai rischi di infiltrazioni terroristiche. "Voglio rassicurare che sia moschee che altri luoghi non vengono trascurati nelle analisi di intelligence investigativa. Su queste realtà, afferma, si è in grado di fornire una precisa fotografia". Il ministro precisa che spesso il monitoraggio al fine di prevenzione è reso difficile poiché il culto viene praticato in luoghi non idonei e questo può favorire zone di ombra. Ma ciò non deve però indurre a pensare che ci sia carenza di attenzione. C'è massima allerta. L'antiterrorismo vigila nelle città, nei quartieri, nei centri culturali, nei luoghi accidentati in cui si arrangiano moschee e si scambiano preghiere in arabo. Le forze di polizia conoscevano uno degli attentatori di Charlie Hebdo. "Uno dei fratelli Kouachi, Cherif, di 32 anni, era noto anche alle forze di polizia italiana, pur non essendo mai stato nel nostro territorio". Sui possibili rischi connessi al terrorismo internazionale dopo i tragici fatti di Parigi, il responsabile del Viminale annuncia attenzione: "Il nostro paese è da sempre in prima linea nella lotta contro il terrorismo islamico". L'attività di monitoraggio degli obiettivi sensibili presenti in Italia proseguirà con grandissimo impegno e dispiego di forze. "Non abbiamo in questo preciso momento segnali che indichino l'Italia o gli interessi italiani come esposti a specifiche ed attuali forme di rischio". Attenzione è posta non solo a siti istituzionali e luoghi di culto, ma anche sedi di giornali, tv e personalità pubbliche che, in ragione della loro attività politica, potrebbero essere oggetto di attenzioni terroristiche. I Foreign Fighters. L'Italia è toccata dal fenomeno foreign fighters, sebbene in misura minore rispetto ad altri paesi occidentali. Mentre sono circa 3000 i combattenti stranieri censiti in Europa, il nostro paese è interessato da numeri esigui: risultano 53 le persone fino ad ora coinvolte nei trasferimenti verso i luoghi di conflitto, che hanno avuto a che fare con l'Italia nella fase di partenza o anche in quella di transito, 4 di essi hanno nazionalità italiana. Alfano fa sapere che la quasi totalità di queste persone è ancora attiva in territori di guerra mentre la restante parte, una minoranza o è deceduta in combattimento o è detenuta in altri paesi. Per gli altri residui casi i nostri sforzi sono indirizzati ad intercettare e monitorare eventuali tentativi di rientro e a controllarne ogni spostamento. L'ipotesi. "Una procura nazionale antiterrorismo? Ne ho parlato con il ministro della Giustizia, Andrea Orlando", è un'idea su cui "stiamo riflettendo: avremo una serie di incontri con i vertici degli uffici giudiziari per confrontare opinioni e possibili modalita'" dichiara Alfano, parlando con i cronisti. Della necessità di istituire una procura nazionale antiterrorismo avevano parlato negli interventi seguiti all'informativa Fabrizio Cicchitto (Ncd) e Stefano Dambruoso (Sc). L'assalto della Lega. Intanto nell'emiciclo di Montecitorio: "Parlate di espulsioni ma avete azzerato il fondo anti esopulsioni, parlate di combattere il terrorismo ma se li andate a prendere direttamente sul bagnasciuga dei paesi musulmani i terroristi, li portate qui, gli diamo la casa e gli paghiamo pure il telefono, vitto e alloggio, ma di cosa stiamo parlando?. Voi state collaborando con i terroristi, perorate la causa del terrorismo". Alza piu' volte il tono della voce, Paolo Grimoldi della Lega, accusando l'esecutivo di "collaborazionismo" con i terroristi. Espressione per cui il leghista veien poi ripreso dal presidente di turno, Roberto Giachetti. "I terroristi sono qua, sono tra noi, frequentavano la moschea di Milano, lei ha tolto la scorta a giornalisti e esponenti politici che si schierano contro e se qualcosa capitasse qui in Italia disgraziatamente, i responsabili sarete voi". Infine, per il leghista "non esistono islamici moderati e lei presidente invece di fare convegni su come si dice, se presidente o presidenta - rivolgendosi a Boldrini - parli dell'infibulazione e della lapidazione". Ultima accusa al governo: "Perché fate un disegno di legge e non un decreto? Fate i decreti per il sesso degli angeli e non li fate per il terrorismo?". La critica del MoVimento 5 Stelle. "Finché lei siederà su quella poltrona noi e milioni di italiani non dormiranno sonni tranquilli". Angelo Tofalo (M5S), nel suo intervento in Aula alla Camera dopo l'informativa. "Dispiace che Alfano venga qui a riferire belle parole, il decreto annunciato dal ministro andava fatto qualche anno fa, è già vecchio e potete capire le mie riserve verso un uomo che non è stato in grado di garantire la sicurezza in uno stadio e che oggi si propone come coordinatore di un piano di sicurezza nazionale".

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