Politica

La «manina misteriosa» e le cannonate al Nazareno

Bufera nel Pd, le minoranze interne all'attacco

Il Pd si divide subito sul caso della norma salva Berlusconi. Commenta sibillino Franco Monaco, deputato dem: «Bene le rassicurazioni di palazzo Chigi, ma non basta il rinvio a dopo l’elezione al Quirinale. La cosa in sé va rigettata. Non potrei stare un minuto di più in un partito che avallasse una tale porcata. Voglio sapere se, nel confezionare la norma, vi sia stata una "manina". Anche perché tendo a credere più a Coppi che a Ghedini». Di fronte alle opposizioni interne, gli uomini di Renzi fanno quadrato attorno al capo. Interviene il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini: «Renzi ha fatto bene a stoppare i decreti delegati sul fisco, annunciando un approfondimento del governo su un provvedimento atteso che aumenta le sanzioni e segna una svolta nel rapporto tra fisco e cittadini». Il braccio destro del segretario aggiunge: «L’obiettivo deve essere quello di combattere con ancora maggiore incisività l’evasione e nello stesso tempo tenere conto della grave crisi economica che negli ultimi anni ha colpito imprese e famiglie. È opportuno guardare innanzitutto all’interesse generale, che deve caratterizzare i provvedimenti del governo, senza avere ancora la continua ossessione di Berlusconi e dei suoi processi. Perché non si legifera ad personam, né contra personam», conclude. Gli fa eco Alessia Morani, vicecapogruppo del Pd alla Camera: «Iniziamo l’anno con un dibattito politico tutto rivolto al passato. Eppure siamo nel 2015. Le forze politiche, almeno quelle che hanno a cuore il destino dell’Italia, dovrebbero provare a distogliere lo sguardo dal passato e girare finalmente la testa verso il futuro. Siamo ancora, purtroppo, ad un confronto che non guarda al merito ed alla correttezza dei provvedimenti». Per la Morani «molti sono rimasti affezionati ad una discussione "ad personam" (nella fattispecie Berlusconi), lasciando sullo sfondo o fregandosene dell’interesse tutti gli altri cittadini». Difende apertamente la norma Giacomo Portas, il presidente della Commissione di Vigilanza sull’Anagrafe Tributaria, eletto nel Pd: «La norma del 3% che ora tornerà in Consiglio dei Ministri sarebbe stata un segnale di attenzione per tanti imprenditori, che vittime della crisi, non hanno potuto pagare le tasse come avrebbero dovuto. Insomma, per chi ha evaso per necessità. Dispiace vedere che in questo Paese rimaniamo ostaggio sempre della diatriba pro o contro Berlusconi». «Visti i sospetti, è giusto che la norma torni in Consiglio dei ministri - continua Portas - Ma col dietrologismo rischiamo di rendere ancora più complicato il nostro sistema fiscale. Bisogna anche capire in quale contesto economico è nata quella norma». Per Giorgio Tonini, membro della segreteria Pd, «il premier Renzi è stato chiaro: la norma sul 3% è stata stoppata e la delega fiscale verrà rivista e inviata nuovamente alle Camere. Le polemiche sollevate da alcuni esponenti della minoranza Pd sono a questo punto veramente sorprendenti. Questo è il primo governo che dopo anni ha introdotto misure vere contro evasione e corruzione».

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