Una fase delicatissima delle trattative, su cui i servizi segreti italiani mantengono il massimo riserbo. Possibile svolta nel rapimento di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, scomparse in Siria il 6 agosto 2014. Il video, apparso su YouTube in cui le due ragazze rivolgono una «supplica al governo italiano» dicendo che la «loro vita è in grave pericolo», è stato ritenuto autentico dagli 007, e sarebbe l’ultima verifica sull’affidabilità del mediatore. La fase del rilascio, dunque, non sarebbe lontanissima anche se, proprio su quei 23 secondi di filmato in cui le due cooperanti appaiono vestite con l’abaya e parlano in inglese, quello che non convince è la data scritta su un foglio tenuto in mano da una delle due giovani: 17 dicembre 2014. La richiesta di essere a casa per Natale, infatti, non è stata esaudita. A questo punto sorgono dubbi sulle reali intenzioni dei rapitori, sull’iter del video e sulla mediazione avviata. L’intero filmato, però, è stato girato come prova del fatto che gli ostaggi fossero in buona salute. Ogni singola parola e gesto sarebbero stati studiati a tavolino per dimostrare l’affidabilità del mediatore. Una sorta di atto finale, dunque, a cui dovrebbe seguire il rilascio. Secondo fonti accreditate, inoltre, le giovani cooperanti sono state rapite all’interno della struttura in cui erano ospitate e che avrebbe dovuto preservarle da ogni pericolo. Proprio qui, però, qualcuno avrebbe "venduto" gli ostaggi a un primo gruppo che le ha prese in consegna per alcuni mesi. Un rapimento pianificato a monte, dunque, forse ancora prima che Greta e Vanessa arrivassero in Siria. Attraverso il pagamento dei riscatti, infatti, le organizzazioni terroristiche si autofinanziano. Nella stessa struttura sarebbero state presenti anche altre persone di altre nazionalità, anche italiani, che sono riuscite ad evitare il sequestro. Il ritardo nella partenze delle trattative per il rilascio,poi, sarebbe dipeso proprio dalla difficoltà nell’individuazione di un mediatore affidabile. Per arrivare ai sequestratori, infatti, e trattare per la liberazione degli ostaggi, anche a seguito del pagamento di un riscatto, è indispensabile pescare "l’uomo giusto" in una sorta di zona grigia in cui orbitano soggetti che hanno rapporti con i sequestratori e che offrono la propria collaborazione dietro pagamento. Per la liberazione di Greta e Vanessa, infatti, sarebbe stato chiesto un milione di euro. Una parte di questa cifra è destinata al mediatore, mentre l’altra arriva direttamente nelle tasche dei rapitori.
Vicini all’accordo per le cooperanti Riscatto: un milione
Una fase delicatissima delle trattative, su cui i servizi segreti italiani mantengono il massimo riserbo. Possibile svolta nel rapimento di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, scomparse in Siria il 6...
