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Così le mamme insegnano la Jihad

Raccontare ai bambini, prima di andare a dormire, invece che le favole della buonanotte le imprese dei militanti del Califfato. È l’ultima trovata dell’Isis, che in un breve manuale distribuito...

Raccontare ai bambini, prima di andare a dormire, invece che le favole della buonanotte le imprese dei militanti del Califfato. È l’ultima trovata dell’Isis, che in un breve manuale distribuito online dal titolo "Il ruolo delle sorelle nel Jihad", pubblica un dispensario di raccomandazioni per le giovani mamme su come allevare un vero figlio jihadista. Lo spirito dell’ennesima propaganda del terrore, dunque, punta alle giovanissime leve, a quella inconsapevole fetta di persone da reclutare e indottrinare «prima che sia troppo tardi». Nel manuale, infatti, si sottolinea come l’azione «più importante» che le donne possono svolgere è di educare i bambini «non solo nello spirito», ma anche nello sviluppo delle abilità fisiche. «Non aspettate fino a sette anni per iniziare» a insegnare loro i valori dei veri jihadisti, «perché potrebbe essere troppo tardi». Lo spettro di una propaganda anti-jihadista, infatti, messa in campo dall’amato e odiato Occidente e che rischia di contaminare l’Islam, così come viene inteso dai terroristi, rappresenta un ostacolo per la diffusione del jihadismo. Con la primavera araba, e tutto ciò che ne è conseguito, i fondamentalisti islamici hanno avuto la necessità di serrare i ranghi e rendere ancora più pregnante l’indottrinamento. E così alle mamme si raccomanda caldamente di vietare la tv ai figli, in quanto «insegna soprattutto spudoratezza, anarchia e la violenza casuale». Via libera, invece, all’utilizzo dei siti web di propaganda che, a detta del manuale, rafforzano «lo spirito jihadista». Soprattutto la navigazione sui portali integralisti che raccontano il radicalismo ai bambini attraverso storie create per loro, è una pratica buona e consigliata. E ancora la guida consiglia alle madri, per far «interessare i bambini alla guerra santa e farli diventare come i mujahidin», di far leggere «manuali militari, preferibilmente con foto, e altri libri simili, cd, video». A questa parte dell’insegnamento teorico, poi, è utile affiancare la pratica. L’addestramento fisico, dunque, sin dalla tenera età dovrebbe essere quello di un vero mujhaed. Quindi, al posto di normali giochi o attività sportive classiche, il suggerimento è quello di regalare ai propri figli sacchi da boxe per «renderli più forti» ed in grado di «controllare e indirizzare la loro rabbia». Anche un precoce approccio alle armi, secondo l’Isis, è fondamentale per la formazione dei combattenti di domani. I precursori di questo precoce reclutamento sono stati i membri di Hamas. In tutto ciò un ruolo chiave lo ha giocato la cecità dell’Occidente, nonostante gli "alert" anche provenienti da Israele.

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