Dal rilancio del brand de L’Unità al salvataggio di Europa . È proprio vero che spesso l’Inferno è lastricato di buone intenzioni. A parole, il Pd vuole salvare le due testate di partito, quella storica de L’Unità , fondata da Antonio Gramsci ed eredità dalla storia Pci-Pds-Ds; e quella più giovane di Europa , quotidiano della Margherita trasmigrato nel Pd. Nei fatti, però, la toppa pare essere peggio del buco: L’Unità non è più in edicola da luglio, mentre Europa - secondo quanto denuncia il Cdr - è sì stata rilevata dal Nazareno, ma la versione on line, l’unica superstite, sarà confezionata dalla redazione di YouDem, la televisione on line fortemente voluta nel 2008 dal primo segretario Pd Walter Veltroni. E i giornalisti? E il direttore Stefano Menichini? A casa. Un unico partito, il Pd. Due giornali, frutto della fusione di due esperienze politiche diverse - Ds e Margherita - che hanno portato in dote al nuovo partito oltre che due testate anche un proliferare di sezioni, perché né i diessini né i dielle volevano rinunciare alle proprie. Così come nessuno voleva rinunciare al proprio house organ. Per motivi diverse e con storie diverse, entrambi i quotidiani sono andati in crisi. Il segretario Renzi si è sempre esposto a difesa dei due giornali. Prima della chiusura de L’Unità , il leader del Nazareno più volte aveva annunciato la voglia di rilanciarne il brand. Fatti? Nessuno per ora. Il rapporto tra Renzi e i giornalisti del resto è complicato e controverso. Una volta, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi, disse: «Filippo (Sensi, il suo portavoce ndr.) mi dice che non devo contraddire mai i cronisti e i giornali». Come dire: vorrei farlo, ma mi consigliano di no e obbedisco. Ieri, nel corso della conferenza stampa, il presidente dell’Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino nel suo discorso introduttivo ha spronato il governo a farsi carico dei numerosi problemi che affliggono la professione e il settore. Risposta di Renzi: «Spesso sono stato sfrontato e sin troppo sincero. Sono andato in Senato a chiedere la fiducia dicendo che sarei stato l’ultimo premier a farlo perché il Senato andava abolito. Oggi non vi dirò ciò che penso degli ordini professionali e di quello dei giornalisti. Meglio di no, Filippo mi dice di lasciar stare». Qualche minuto dopo, però, riprende il filo del discorso e Sensi impallidisce: «Io ho qui una penna che mi è stata regalata per Natale - spiega il premier - Questa marca di penne, da quando ci sono i computer vende più di prima. Perché investe sulla qualità. Questo vale anche per i giornalisti». Per Renzi in Italia c’è il più alto numero di telefoni cellulari ma manca la banda larga. Insomma, la sfida è sul web. Ai giornali e ai giornalisti il compito di evolversi, puntando sulla qualità. Poco dopo, però, dopo aver detto di apprezzare la fiction Usa «Newsroom» ambientata nel mondo dei media, Renzi indugia nei ricordi: «Facevo lo strillone, aspettavo il giornale di notte. A 19 anni ho avuto una collaborazione di 22 giorni. Adoro il rumore della rotativa». Doctor Jekyll e Mister Hyde insomma. I colleghi de L’Unità e di Europa sperano che il vero Renzi sia quello del rumore della rotativa, anche perché anche i fedelissimi renziani Ernesto Carbone e Andrea Marcucci sostengono che per Europa «serve una soluzione diversa».
Europa e Unità. Doppio pacco di Matteo
Vuole rilanciare il giornale di Gramsci. Intanto però lo tiene chiuso. E l’altro quotidiano sarà fatto senza giornalisti. Menichini & Co. cacciati
