«Mi hanno fatto impressione gli uomini che cercavano di salire per primi sugli elicotteri. Mi hanno offerto di tutto, persino dell’oro. Noi ovviamente abbiamo dato precedenza ai malati, alle donne e ai bambini»: Christian Wiersdorf, soccorritore elicotterista dell’Aeronautica Militare, è giunto sul Norman Atlantic in piena emergenza. Francesco Pastore, capitano dell’Aeronautica Militare, tra i primi soccorritori giunti sul traghetto con un elicottero dell’84° centro Sar di stanza a Gioia del Colle (Bari), ha raccontato che i mezzi italiani hanno effettuato venticinque ore di volo. «Inizialmente - ha raccontato - era tutto sotto controllo, non c’era fretta inizialmente. Poi le fiamme sono aumentate. Quando il fumo è arrivato fin sotto l’elicottero, si è avuta l’impressione che potesse essere imminente una tragedia. Sono stati bravissimi gli aerosoccorritori che hanno curato l’ingresso attraverso il verricello dei passeggeri sull’elicottero». Wiersdorf, che situazione ha trovato? «Sono arrivato sul traghetto ed era in fiamme. C’era molto fumo». I passeggeri? «In tanti erano infreddoliti, altri disidratati, moltissimi infreddoliti. La fortuna è stata quella di sapere le lingue: parlando l’inglese, il tedesco e l’italiano ho potuto spiegare bene le modalità di salvataggio in una nottata interminabile». Nella calca è successo di tutto. «Alcuni uomini non sono stati affatto coraggiosi. Appena hanno visto la cesta sulla nave si sono infilati, prendendo il posto di altri. È stato impossibile tirarli fuori, per la posizione particolare in cui era posizionato il cestello. Poi siamo riusciti a tenere sotto controllo la situazione. Non c’era sicurezza, la nave ondulava, il pavimento era altamente scivoloso sul tetto dell’imbarcazione».
«C’era chi offriva oro per essere soccorso»
«Mi hanno fatto impressione gli uomini che cercavano di salire per primi sugli elicotteri. Mi hanno offerto di tutto, persino dell’oro. Noi ovviamente abbiamo dato precedenza ai malati, alle donne e...
