Toni sempre più tesi fra Italia e India sul caso Marò. Ieri mattina il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha ricevuto alla Farnesina l'ambasciatore italiano a Delhi e poi, in un'intervista pubblicata oggi sul quotidiano «Avvenire» ha ribadito la delusione per la decisione della Corte suprema indiana sul caso marò: «Siamo rimasti profondamente delusi, i contatti e il dialogo con il governo indiano non hanno prodotto i risultati attesi». Per il momento Massimiliano Latorre è in Italia perché malato mentre a Salvatore Girone, che è in India, è stato negato anche un permesso per passare le feste a casa. «Il governo ha il dovere di far sentire la vicinanza del Paese intero ai due marò. Alle loro famiglie. Soprattutto in questi giorni di festa», ha ripetuto Gentiloni che però proprio dopo aver dato istruzioni all'ambasciatore, vuole mandare un nuovo messaggio al governo di New Delhi. «Sentiamo parlare di dialogo aperto da parte di varie voci del governo indiano ma, francamente, ci aspettiamo risultati rapidi e tangibili – ha detto – Perché dopo quello che è successo dieci giorni fa non possiamo più accontentarci di generici riferimenti a un dialogo. Ripeto: la decisione per noi è stata grave, anche perché sono state respinte petizioni ispirate da evidenti ragioni umanitarie. E la nostra delusione ci ha indotto a richiamare in Italia per consultazioni il nostro ambasciatore a Delhi». «Questo – ha spiegato ancora nell’intervista – non implica l'interruzione dei contatti e tanto meno la rottura delle relazioni diplomatiche; ma serve per manifestare la nostra contrarietà e per mettere a punto i passi successivi». Il problema è che l’ennesimo stallo rischia di provocare una nuova tempesta in vista della scadenza del 13 gennaio quando Massimiliano Latorre, in Italia per cure mediche, dovrebbe rientrare in India. Cinque giorni prima, però, è previsto che si sottoponga ad un intervento chirurgico al cuore, dopo l’ictus che lo ha colpito in settembre. E Latorre non sarà certo in grado di tornare a Delhi nei tempi previsti. Un rinvio che la Corte suprema indiana ha già respinto e rischia di mettere in estrema difficoltà Salvatore Girone, il marò sempre trattenuto in India in libertà su cauzione presso la nostra ambasciata. Il 25 dicembre il fuciliere di Marina ha inviato da Delhi «tanti auguri di buon Natale a tutti coloro che credono nella Santità di questa ricorrenza. Buon Natale ai cari colleghi che sono impegnati nelle missioni ed a quanti di essi invece hanno la fortuna di essere riuniti con le loro famiglie». La moglie Vania, i figli ed i parenti stretti lo hanno raggiunto nella capitale indiana, ma non c’è nulla da festeggiare. Girone ha rivolto «un buon Natale particolarmente affettuoso al collega e amico Massimiliano Latorre», che si trova a Taranto. A sua volta Latorre ha rivolto «un sincero augurio a tutti gli italiani ringraziandoli per il calore con cui ci hanno sempre sostenuto durante i tre anni di questa annosa vicenda che coinvolge due innocenti ed in particolare durante la mia lunga e tortuosa convalescenza regalandomi affetto e vicinanza, linfa vitale per poter andare avanti in momenti così duri».
«Sui marò vogliamo risultati rapidi e tangibili»
Gianni Di Capua Toni sempre più tesi fra Italia e India sul caso Marò. Ieri mattina il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha ricevuto alla Farnesina l'ambasciatore italiano a Delhi e poi, in un'i...
