Politica

Ecco lo spread dell’economia

di Leonardo Becchetti

L’ Ufficio Studi della Cgia di Mestre ha calcolato che dal 2010 al 2014 l’Italia ha registrato l’aumento più elevato (Spagna esclusa) delle tariffe amministrate nell’Ue. Facendo una media di gas, luce, acqua, energia, trasporti, servizi postali e telecomunicazioni i prezzi sono cresciuti da noi del 19.1 percento, 7 punti in più della media europea e molto più che in Germania dove la crescita è stata del 4.2%. La componente delle tariffe amministrate ha pertanto in questo periodo ridotto la competitività relativa delle nostre imprese rispetto ai concorrenti tedeschi e rappresenta uno dei famosi spread dell’economia reale (efficienza giustizia e pubblica amministrazione, ritardo nella banda larga, gap di istruzione) che ci allontanano dai modelli Nord Europei. I fattori comuni per cui la dinamica dei prezzi è elevata sono sostanzialmente due: mancanza di concorrenza e peso del prelievo fiscale crescente per soddisfare i fabbisogni di finanza pubblica locale e nazionale. In un sistema ideale abbiamo bisogno di più concorrenza in settori così importanti e di regolatori (le famose autorità della concorrenza) indipendenti dalla politica e dai regolati per evitare il rischio di corruzione, collusioni e di “cattura” da entrambe le parti. Regolatori indipendenti che su mandato pubblico dovrebbero definire le regole di funzionamento in questi settori (standard sulla qualità dei servizi, principi di concorrenza, servizio pubblico universale). Possiamo sperare in un miglioramento solo se avremo in futuro migliori notizie su questi fronti con maggiore concorrenza, regolatori più autorevoli ed indipendenti e minore peso della finanza pubblica. *

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