Politica

Luca, dalla Ferrari al «made in Italy»

Renzi pensa a Montezemolo come guida di una nuova agenzia governativa, fusione di Enit, Ice e Invitalia, per promuovere il Paese LEGGI ANCHE Quella lunga lista di «carrozzoni» che il premier voleva cancellare

Luca Cordero di Montezemolo "ambasciatore" del made in Italy. Matteo Renzi sta preparando per l’ex presidente di Ferrari un ruolo d’eccezione. Il premier, infatti, vuole fondere Enit, Ice e Invitalia e creare un’unica agenzia nazionale che si occupi di promuovere l’Italia all’estero e allo stesso di attrarre investimenti stranieri nel nostro Paese. Alla guida di questo nuovo ente il presidente del Consiglio sta pensando a Luca Cordero di Montezemolo. L’ex presidente di Confindustria è stato nominato presidente di Alitalia a fine novembre, sebbene il suo ruolo non sia operativo: è infatti privo di deleghe significative. Successivamente, a metà dicembre, uno dei suoi migliori amici, il presidente del Coni Giovanni Malagò, lo ha candidato per guidare il comitato promotore delle Olimpiadi di Roma 2024. Si vedrà. Nel frattempo per lui potrebbero schiudersi le porte per un altro tipo di incarico. Renzi conosce molto bene Montezemolo e il loro legame è finito anche al centro di una piccola polemica. Nell’estate del 2013, infatti l’allora sindaco di Firenze affittò Ponte Vecchio (per una cifra intorno ai centomila euro) alla Ferrari per una festa privata, a cui partecipò l’allora presidente della Rossa. Protestò Beppe Grillo ma Renzi difese la scelta: «Lo abbiamo fatto, lo rifarei, lo rifaremo, anche perché è un’iniziativa che ha portato un milione di euro di indotto». Ora Matteo è a palazzo Chigi e sta immaginando un incarico di primo piano per Montezemolo. Con la fusione di Enit, Ice e Invitalia verrebbe a crearsi una nuova mega-struttura per la promozione dell’Italia. L’Enit infatti è l’agenzia nata dalle ceneri dell’Ente nazionale del turismo e ha il compito di «promuovere l’immagine unitaria dell’offerta turistica nazionale e di favorirne la commercializzazione, curando la promozione integrata delle risorse turistiche delle Regioni». Attualmente è commissariata e alla sua guida proprio il governo ha scelto Cristiano Radaelli, un ingegnere nucleare specializzato in telecomunicazioni e digitale. Ice (Istituto per il Commercio estero) e Invitalia invece sono per certi versi speculari. L’Ice è l’agenzia che si occupa di promuovere la nostra economia all’estero e di sostenere l’internazionalizzazione delle imprese. È guidata da Riccardo Monti, voluto dal governo Monti. Invitalia agisce nel processo inverso, ovvero quello di attrarre investimenti in Italia, «sostenere l’innovazione e la crescita del sistema produttivo, valorizzare le potenzialità dei territori». Nella sua mission c’è anche quella di favorire la competitività del Mezzogiorno. Da anni il timone è saldamente in mano a Domenico Arcuri, un nome circolato anche come amministratore delegato di aziende pubbliche più grandi. È chiaro che una nuova struttura con queste competenze sarebbe in grado di fare sistema, ciò che manca al nostro Paese. Anche se in questo progetto, a cui stanno lavorando i tecnici vicini al premier, mancano alti enti strumentali fondamentali per la promozione dell’Italia come la Sace (che assicura gli investimenti) e la Simest (la merchant bank governativa che sostiene l’internazionalizzazione delle imprese). Sulla figura di Montezemolo c’è poco da avere dubbi. Il made in Italy è stato il leit motiv della sua carriera e anche in questo governo Carlo Calenda, uno dei suoi fedelissimi, è viceministro al Commercio estero. Luca è stato quasi trent’anni in Ferrari, poi in Fiat fino a diventare presidente, ora Alitalia. Con il suo fondo Charme ha puntato proprio sulla produzione italiana d’eccellenza. Anche se annovera qualche sconfitta come la cessione di Poltrona Frau, avvenuta nel febbraio scorso. Discorso diverso per Ntv, l’impresa ferroviaria che avrebbe dovuto mettere in ginocchio le Ferrovie. Una concorrenza lanciata con un treno ad Alta velocità che non a caso si chiama Italo. È finita che anche Ntv non naviga in ottime acque. Ma ora Montezemolo, se accetterà l’offerta di Renzi, potrebbe rifarsi con il made in Italy.

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