Politica

Che regalo: 1.400 clandestini per Natale

Gli immigrati soccorsi dalla Marina in 3 giorni. Altri sbarchi nelle prossime settimane

Hanno passato il Santo Natale sballotati dalle onde del «Mare nostrum» prima di finire tra le braccia dei marinai italiani. Ed è molto probabile che gli sbarchi continueranno per tutto il periodo delle feste, se il freddo e il maltempo non fermerà gli scafisti. In tre giorni, sulle coste siciliane, ne sono arrivati 1400. Tra loro il piccolo Testimony Salvatore, «profugo a sua insaputa», nato a bordo della nave Etna quasi alla mezzanotte del 25 dicembre e finito in una culla con il vessillo della nostra Marina Militare. Mentre sono arrivati, ieri, nel porto di Messina, i primi 900 profughi intercettati dai mezzi italiani durante quattro differenti operazioni di soccorso portate avanti negli ultimi tre giorni dalle navi Borsini, Draide ed Etna, con il supporto dei mercantili stranieri Cougar e il St. Jerneborg. Si trovavano a bordo di alcune "carrette del mare" e stavano tentando la traversata dopo essere partiti dalle coste africane. I migranti, tra cui donne e minori, sono poi stati trasbordati sulla nave Etna per gli screening sanitari e i controlli di sicurezza propedeutici al trasferimento a terra. Qui, il team medico si è imbattito in un sospetto caso di Tbc o malaria, tanto da essere costretto a mettere il soggetto in bio-isolamento a bordo della nave per poi trasferirlo a terra con l’ausilio di un elicottero della Marina. Una donna nigeriana, sempre sull’Etna, ha invece dato alla luce un bambino, il cui team, pochi giorni fa, è stato così elogiato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: «È un contributo da iscrivere nella nostra storia» come «titolo d’onore per le forze armate e merito acquisito» per l’Italia. Il personale delle nave, dando seguito alle parole del Capo dello Stato, ha aiutato la giovane madre a dare alla luce il piccolo, battezzato dal sacerdote di bordo con il nome Testimony Salvatore. La mamma si era imbarcata il 23 dalla coste libiche con sua sorella ed un’amica. Il marito e gli altri due figli, di 10 e sei anni, sono invece rimasti in Algeria. A farla partorire è stata la ginecologa Maita Sartori. «La donna ha iniziato il travaglio sulla nave. Quando abbiamo capito che aveva le contrazioni abbiamo avvertito il comandante e tutto l’equipaggio che subito si è messo a disposizione - ha detto - La signora è stata bravissima, ha condotto lei tutto, noi l’abbiamo solo assistita e abbiamo monitorato il travaglio comunicando in inglese». Racconta il tenente di vascello Serena Petriucciolo: «Con don Paolo (sacerdote dell’Etna, ndr) abbiamo battezzato il bambino davanti agli altri marinai e ai componenti sanitari della Brigata San Marco. Testimoni, oltre a me, sono stati l’infermiere, il secondo capo scelto Diego Di Netto Tempesta, e l’infermiera volontaria Teresa Arena, mentre il comandante della nave ha fatto da padrino». Il nome, Testimony Salvatore, è stato deciso dalla mamma insieme alla sorella e alla sua amica Fatima». Altri 400 immigrati sono stati soccorsi nel Canale di Sicilia e trasferiti a Pozzallo, in provincia di Ragusa. Ieri mattina, inoltre, la nave Borsini è intervenuta ancora a sud-est di Lampedusa, a centotrenta miglia dalla costa, per intercettare un’altra imbarcazione con 91 persone a bordo. Le operazione si sono protatte fino al tardo pomeriggio.

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