Massimo Carminati, il presunto dominus dell’associazione mafiosa romana scoperchiata con l’operazione Mondo di Mezzo è stato trasferito al regime di carcere duro. È stato il ministro della giustizia Andrea Orlando a firmare il decreto che dispone il regime di 41 bis per l’ex della Magliana, accogliendo così la richiesta presentata appena due giorni fa dalla distrettuale antimafia capitolina che ha curato la maxi indagine sfociata in 37 arresti e un centinaio di indagati. E così, mentre il presunto boss di Roma finisce come i "mammasantissima "del crimine organizzato "tradizionale", sono soggetti al carcere duro, ieri davanti al tribunale del Riesame è stata la volta di altri sette indagati che hanno presentato ricorso. Tra loro anche Luca Odevaine, appartenente al «tavolo di coordinamento nazionale sull’accoglienza dei rifugiati», Franco Panzironi, ex amministratore delegato di Ama e gli imprenditori Giuseppe Ietto e Cristiano Guarnera, quest’ultimo attinto da un provvedimento di sequestro preventivo per oltre 113 milioni di euro.
Inchiesta «Mondo di Mezzo»
Disposto il 41 bis per Carminati Altri 7 indagati davanti al Riesame
