Commissariati i primi due appalti sospetti di Mafia capitale, servizi affidati da Ama al Consorzio nazionale servizi (Cns) di Bologna, tra i big del mondo associativo Legacoop, e alla cooperativa Edera, romana, per un importo complessivo che supera i 33 milioni di euro. All’iniziativa dell’Autorità anti-corruzione guidata da Raffaele Cantone, che ha notificato l’avvio del procedimento, dovranno seguire i decreti di commissariamento del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, d’altro canto alle due aziende come previsto dalla normativa sono concessi 15 giorni di tempo per presentare eventuali memorie difensive. Due gare sospette, entrambe ampiamente citate dai giudici nell’ambito dell’inchiesta «Mondo di mezzo». La prima, la 18 del 2011 da 21 milioni 450mila euro, riguarda l’affidamento del servizio di raccolta differenziata, in particolare le attività di «raccolta, trasporto e conferimento presso l’impianto di compostaggio o presso aree di trasferenza di rifiuti organici per un periodo di 24 mesi», aggiudicata in tandem a Cns ed Edera. Il gip, in questo caso, ha chiamato in causa tutta la dirigenza Ama, l’ex ad Franco Panzironi, l’ex dg Giovanna Anelli fino all’ultimo direttore generale Giovanni Fiscon, arrestato, che avrebbero lavorato per favorire le coop riconducibili a Salvatore Buzzi, capo della 29 giugno: come si legge nell’ordinanza «mediante collusioni materialmente intervenute tra Fiscon e Buzzi da un lato e Panzironi e Buzzi dall’altro» si intendeva «predeterminare il contenuto delle assegnazioni e il tempo di decorrenza del servizio» turbando appunto l’esito gara ufficializzato il 5 dicembre 2012. Stesso schema per l’altro bando attenzionato, il numero 30 del 2012, valore 12 milioni 800mila euro, riguardante «la raccolta di multimateriale leggero e degli imballaggi in vetro», concluso con gli stessi vincitori, Cns e Edera. Stando alle accuse, gli accordi tra Fiscon e Buzzi avrebbero consentito di «spostare il termine ultimo per la presentazione delle offerte, originariamente fissato al 7 gennaio 2014» affinché i partecipanti potessero accordarsi sui lotti da spartirsi. Trattative non semplici, come emerge anche dalle intercettazioni di quel periodo, che registrano un braccio di ferro tra Buzzi e Franco Cancelli, numero uno di Edera finito ai domiciliari: «Già è tanto... Dovrei prende tutto io... Però è lui che prende le cose nostre», diceva Buzzi riferendosi a Cancelli. Scrive il gip Costantini che «si registravano conversazioni, cui partecipavano Buzzi, Garrone, Guarany, dalle quali emergeva l’esistenza di intese con Cancelli, della cooperativa Edera, che avrebbero poi dovuto essere recepite nell’atto di aggiudicazione dei lotti e l’emersione di criticità per il mantenimento di tali patti». A fine settembre 2013, ricordiamo, un incendio con ogni probabilità di natura dolosa ha distrutto 11 mezzi marchiati Edera nella sede della coop in via di Capannelle 97, bene confiscato - paradosso - ad un altro boss legato alla Magliana. «Le conversazioni di questo periodo - continua il gip riferendosi al gennaio 2014 - evidenziano uno scontro con Cancelli che evidentemente non intendeva rispettare gli accordi presi». Alla fine, comunque, si trova la quadra, comunicata da Buzzi tre giorni prima della scadenza del termine per la presentazione delle offerte.
Ama, trovati i primi due appalti sospetti
L’Autorità anticorruzione guidata da Cantone colpisce il Cns e la cooperativa Edera
