«Nel 2014 sono stati raggiunti risultati importanti rispetto al tema del sovraffollamento delle carceri». Lo ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando, nel corso della conferenza stampa per illustrare il nuovo assetto del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria. «Siamo vicini alla possibile chiusura della forbice tra numero di detenuti e posti disponibili - ha aggiunto Orlando -, l'obiettivo è stato raggiunto grazie ad una considerevole riduzione del numero dei detenuti ed un aumento dei posti disponibili». Una «forbice» di sole 4.500 unità. È quella che i dati dell'Amministrazione penitenziaria fanno emergere oggi, con il numero dei detenuti sceso a 54.050, e i posti disponibili nei penitenziari che hanno raggiunto quota 49.494. Numeri ben diversi da quelli di un anno fa, quando il numero dei reclusi si attestava a 62.536 e la capienza era di 45mila posti. L’indice di sovraffollamento scende dunque a 109,21 per cento, quando invece aveva raggiunto il picco massimo nel giugno 2010 (162,52%). Se nel 2010 l'Italia era il Paese europeo, assieme alla Serbia, con le carceri più affollate, oggi l’indice di sovraffollamento appare più alto in Gran Bretagna, Belgio e Francia che nel nostro Paese. In aumento le misure alternative (31.045 nel dicembre 2014, a fronte delle 29.747 dello stesso mese del 2013), mentre diminuiscono quelle detentive (53.526 nel dicembre 2014, 62.536 nel dicembre 2013). Quasi 12mila persone (11.896) sono in affidamento in prova, 762 in semilibertà, 9.406 agli arresti domiciliari, 8 in semidetenzione, 3.342 in libertà vigilata, 5.448 svolgono lavori di pubblica utilità, e 183 in libertà controllata. Sono diminuiti anche i detenuti in carcere in attesa di primo giudizio: i dati parlano di 9.875 casi nel dicembre 2014, a fronte degli 11.108 del dicembre 2013 e dei 12.484 nel 2012. L’incidenza dei detenuti in attesa di un giudizio definitivo è pari al 33,63% : il numero dei detenuti in attesa del primo grado di giudizio e' stato ridotto in termini assoluti di quasi 3mila unità in due anni. I dati del Dap evidenziano inoltre che sono oggi 26 le detenute madri con 27 bambini: un numero ben più basso rispetto a quello registrato negli anni passati (40 con altrettanti bambini nel 2012 e nel 2013 e 51 con 54 bambini nel 2011). Sono 17.635 i detenuti stranieri che sono reclusi nelle carceri italiane. «Non sono tutti rimpatriabili - ha spiegato il Guardasigilli Andrea Orlando - perchè alcuni vengono da Paesi che non rispettano la Carta dei diritti dell’uomo». Secondo Orlando, «rimpatriando solo i comunitari potremmo avere 5mila unità in meno». Fino al 15 novembre scorso, sono 107 i rimpatri di detenuti stranieri per l’esecuzione della pena dei Paesi di provenienza: ad oggi sono 215 i procedimenti in corso per il rimpatrio. Nel 2008 i rimpatri erano 130, 143 nel 2013: a ciò si aggiunge il notevole incremento delle richieste avanzate da parte italiana, 465 nel 2014 a fronte di 272 nel 2013. «Abbiamo deciso di sospendere e verificare tutti i progetti di cooperative finanziati dalla Cassa delle ammende». Ha comunicato ufficialemente il ministro della Giustizia Andrea Orlando, affrontando il tema dei servizi, come quello della mensa, che alcune coop forniscono nei penitenziari, attraverso finanziamenti della Cassa delle ammende. «Abbiamo avviato questa ricognizione un anno fa - ha detto Orlando - ben prima dell’avvio dell’indagine su Mafia Capitale. La verifica è stata fatta perchè riteniamo che questo sistema sia da riordinare e abbiamo anche chiesto che sia fatta un'ispezione alla Cassa delle ammende». Il Guardasigilli ha affermato di voler intraprendere una «fase nuova, immaginando le cooperative che ci accompagnano ad estendere il lavoro» per i detenuti. Il lavoro in carcere, ha evidenziato Orlando, è «ancora insufficiente»: nel dicembre 2011 era pari al 20,87% la percentuale dei detenuti lavoratori, oggi e' del 26,25%.
Carceri (un po’ meno) sovraffollate
I detenuti sono 54 mila, i posti 49 mila. Diecimila attendono ancora il processo Il ministro Orlando: «Per i servizi sospesi tutti i progetti delle cooperative»
