Politica

Tra razzismo e omissioni

di Matteo Vincenzoni

Ci scusiamo se in questi anni e ancor più negli ultimi mesi, abbiamo raccontato a suon di inchieste, fino alla nausea, la verità sui nomadi e sulla loro mancata integrazione a Roma. Lo abbiamo fatto toccando argomenti scomodi, cercando di richiamare l’attenzione del sindaco Alemanno prima, e di Marino poi, sui problemi che hanno portato buona parte degli abitanti di questa città in piazza per protestare a viso aperto contro la prepotenza di chi sputa nel piatto in cui mangia. Le chiacchiere stanno a zero. Contano i numeri. Cifre che raccontano la portata dello spreco pubblico nel tentativo di aiutare chi non vuole essere aiutato. La Capitale, fin dal 2005, per l’emergenza rom ha tirato fuori più di 100 milioni di euro destinati a scuolabus che non vengono utilizzati (i nomadi non mandano i bimbi a scuola), per container distrutti ancor prima di essere abitati, per incrementare il racket delle baracche, per sorvegliare campi in cui fanno fatica a entrare anche le forze dell’ordine, e per dare alloggio a chi, spesso, ha beni e contanti da permettersi di acquistare intere palazzine. In tempi non sospetti ci siamo chiesti se quel fiume di soldi non fosse sprecato o mal utilizzato dalle cooperative a cui era stata affidata la gestione dei campi. Lo abbiamo spiegato anche a Ignazio Marino, punzecchiandolo persino in prima pagina con un fotomontaggio del sindaco travestito da zingara. E saranno state forse le nostre continue denunce a scatenare una pletora di offese. Non rispondevano alle nostre domande, ci davano dei razzisti, ci accusavano di fare giornalismo spazzatura. Siamo stati minacciati perfino da chi sostiene di occuparsi del bene dei nomadi. Poi è scoppiata Mafia capitale e qualcuno ha scoperto che solo quei razzisti de Il Tempo , avevano «purtroppo» capito che a questa storia bisognava dare un taglio. Sfogliate pagina, capirete perché.

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