Politica

L’inesauribile «miniera» di Leone Piccioni

Lidia LombardiUn libriccino bianco, edito da Pananti. Ma quante rivelazioni. È una sorta di storia della nostra letteratura il nuovo scritto di Leone Piccioni, italianista nonché instancabile...

Un libriccino bianco, edito da Pananti. Ma quante rivelazioni. È una sorta di storia della nostra letteratura il nuovo scritto di Leone Piccioni, italianista nonché instancabile comunicatore, con articoli (anche su Il Tempo) e con quell'"Approdo" che accese la radio e poi la tv su ciò che contava nella cultura dal 1944 al '72. Non c’è scrittore che Piccioni non abbia frequentato. Sicché è sincero e nostalgico insieme il titolo, «Una intimità ormai impossibile», a dire del feeling intellettuale e umano con quei protagonisti. I ritratti, i retroscena emergono dalle lettere che Piccioni riceve. Lo ringraziano per le recensioni o commentano le apparizioni in tv. Ma la prosa asciutta dell’autore le restituisce offrendoci input interpretativi e biografici. Ecco la ritrosia di Gadda. L’intervista su L’Approdo nel maggio del '63 fu «un mezzo disastro perché per l’emozione rimaneva impietrito e non rispondeva alle domande». Per il flop l'autore del "Pasticciaccio" se ne restò a letto l'intero giorno successivo. E quando Piccioni organizzò una cena in casa propria per festeggiarlo, lui inviò a distanza di poche ore due mazzi di fiori alla moglie, per essere sicuro che l’omaggio giungesse. Emergono dall'epistolario anche gli strali dell'intellighenzia di sinistra. Come la stroncatura che il marxista Seroni fa di Emilio Cecchi, cui segue la risposta "a muso duro" di Piccioni su "La Fiera letteraria". Cecchi ringrazia, ma dice di "strafottersene completamente" di quei giudizi. Un'ironia evidente anche in una telefonata dopo aver guardato in tv l'incontro all'aeroporto tra Nenni, ministro degli Esteri, e il Pontefice: "Hai visto come Nenni guardava il Papa? Come un gatto che gli avessero fatto vedere la trippa". Commuove la modestia di Anna Maria Ortese dopo aver ricevuto il vitalizio della Legge Bacchelli: "Non conoscevo questa gioia: di essere accolta - partecipe della vita - anch'io". Stupisce l'onestà di un anziano Enrico Pea, anche lui senza una lira, al punto da accettare la partecipazione a un film nel quale gli tocca fare un bagno nel mare freddo. Ungaretti campeggia a inizio e fine volume. E Piccioni torna a interrogarsi sulla rivalità con Montale. Ricorda l'acido commento di Ungà al ritorno dal Brasile, dove si era legato a Bruna Bianco. Montale era entrato in Senato e lui, sceso dal transatlantico, sibilò: "Montale è senatore / Ungaretti fa l'amore".

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.