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Il pranzo è low cost. Natale al discount

Raddoppiati gli acquisti a basso costo. Oltre 7 famiglie su 10 cercano le offerte

Per il pranzo di Natale e il cenone di San Silvestro tutti al discount. Appartengono quasi alla preistoria le tavole imbandite con ogni ben di Dio per le festività; la corsa alla ricerca delle specialità gastronomiche più golose e pregiate, la gara tra amici e parenti a chi faceva meglio, a chi riusciva a trovare delicatessen rare. Ora la crisi ha costretto a ridimensionare anche questi appuntamenti tradizionali con la buona cucina. Al posto delle boutique della gastronomia, rimasto un privilegio per pochissimi, c’è il discount. Da una ricerca di Unimpresa che ha condotto un'analisi a campione tra i 18mila esercizi commerciali associati, emerge che nel 2014 ben 7 famiglie su 10 hanno fatto acquisti ameno una volta in un discount. Una tendenza che fino al 2010 interessava solo famiglie a basso reddito ma che in questi ultimi anni ha coinvolto in modo massiccio anche il ceto medio. E per la spesa di Natale sarà boom. La recessione ha ormai radicalmente alterato le abitudini al supermercato: il 74,3% degli italiani fa economia e così rispetto al primo trimestre dello scorso anno sono più che raddoppiati, tra gennaio e agosto, gli acquisti di offerte speciali. Aumentano le persone che fanno shopping «per mangiare» nei negozi «a basso costo». Dagli alimenti alle bevande, ma anche prodotti per la casa e abbigliamento, gli sconti fanno gola a tutti e sono la risposta fai-da-te delle persone alla crisi. La parola d’ordine è risparmio anche a costo di scendere di qualità. Nel carrello della spesa degli italiani, secondo quanto rileva Unimpresa, finiscono con sempre maggiore frequenza rispetto al passato prodotti offerti sugli scaffali con sconti, specie quelli con ribassi dei prezzi superiori anche oltre il 30% rispetto al listino ufficiale. Gli acquisti low cost nei primi primi undici mesi del 2014 sono cresciuti del 6,3%. Attirati dalle offerte speciali, i consumatori fanno una vera e propria «incetta» di beni a basso costo. Nelle buste della spesa finisce solo quanto è proposto in «saldo». In vista del cenone e del pranzo di Natale, la caccia al prodotto scontato si è fatta più febbrile. Tutto ciò, però, ha conseguenze negative sui ricavi degli esercenti: secondo prime stime l'impatto sui conti potrebbe essere in negativo per il 65-70%. Nel 2013 i consumi sono scesi del 2,6% e il consuntivo 2014 non dovrebbe essere più brillante. A fare e spese di questa bulimia da offerte speciali, sono soprattutto i piccoli negozi sempre meno frequentati (-6,5%). Ma il trend negativo colpisce anche i supermercati (-2,1%). Solo i discount segnano una tendenza positiva (+4,8%).

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