Politica

«Buzzi chiedeva alle ’ndrine voti per Alemanno»

Un supposto appoggio elettorale per le europee di Gianni Alemanno arrivava dalla ’ndrangheta. È Salvatore Buzzi (nella foto), il braccio economico di Mafia Capitale a farsi portavoce della richiesta...

Un supposto appoggio elettorale per le europee di Gianni Alemanno arrivava dalla ’ndrangheta. È Salvatore Buzzi ( nella foto ), il braccio economico di Mafia Capitale a farsi portavoce della richiesta a Giovanni Campennì, imprenditore, legato a doppio filo col clan Mancuso di Limbadi, in Calabria. Ma non solo, perché la ’ndrina, dopo essersi impossessata dell’appalto per la pulizia del mercato Esquilino, puntava ad altri appalti, a quello per l’igiene delle strade di tutta la Capitalia d’Italia. I retroscena sono contenuti negli atti d’indagine della Procura della Repubblica di Roma, nel filone relativo alla presunta alleanza fra l’organizzazione capitolina capeggiata da Massimo Carminati ed esponenti della ’ndrangheta. Un troncone dei più ampi accertamenti del procuratore capo Giuseppe Pignatone e dell’aggiunto Michele Prestipino. Il capitolo d’indagine riguarda i rapporti avuti con Campennì. Quest’ultimo sarebbe il presunto referente imprenditoriale dei Mancuso. Lo dicono gli stessi investigatori del Ros (Reparto operativo speciale) dei carabinieri, al comando del generale Mario Parente, affermando che Campennì è «persona collegata alla cosca Mancuso di Limbadi, per conto della quale gestisce il servizio di raccolta di rifiuti in alcuni comuni della Calabria». Grazie a Buzzi l’uomo, per conto della ’ndrangheta, gestisce la cooperativa Santo Stefano, che in sub-appalto ottiene la commessa relativa alla pulizia del mercato Esquilino di Roma. Stando agli atti ci sarebbe stata anche una contropartita. Un supposto aiuto elettorale ad Alemanno. Negli allegati si legge che «il Buzzi si rivolgeva al Campennì per chiedere un sostegno alla campagna elettorale di Alemanno per le elezioni europee». Si tratterebbe, dunque, di un interessamento diretto dello stesso Buzzi, il quale si rivolge a quello che gli investigatori ipotizzano essere referente della ’ndrangheta per trovare voti ad Alemanno. Un fatto che va messo in relazione con un’altra intercettazione contenuta negli atti, proprio tra l’ex sindaco di Roma e Buzzi, in cui quest’ultimo precisa che «i voti arrivano dagli amici del sud».

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