Politica

Un profugo valeva un euro in tangenti

Ecco come la cricca voleva ricalcolarle con sindaci e dirigenti per scendere a 50 centesimi

«Rinegoziare» il valore delle tangenti per immigrato. «Un euro è troppo», assicura Salvatore Buzzi, il braccio "imprenditoriale" di Mafia Capitale. L’uomo delle coop di sinistra ne è convinto. Si deve pagare di meno, anche a «Luca Odevaine» e «co la Finocchiaro ce andamo a parlà martedì e vedemo che succede…tutti vogliono i soldi». L’intercettazione è contenuta nel vasto incartamento giudiziario della Procura della Repubblica di Roma nell’inchiesta Mafia Capitale. Accertamenti investigativi, coordinati dal procuratore capo Giuseppe Pignatone che hanno fatto luce su un supposto malaffare nella Capitale, che avrebbe avuto una matrice di tipo mafioso. Massimo Carminati, estremista di destra con trascorsi nella Banda della Magliana, coordina come un burattinaio una rete di personaggi chiave che lo mettono in contatto con la politica e con i funzionari pubblici.     «TUTTI VOGLIONO I SOLDI» Un capitolo interessante riguarda la presunta «rinegoziazione» delle tangenti da pagare per ogni immigrato ospite nei centri accoglienza gestiti dalle cooperative riconducibili a Buzzi. L’uomo ne parla con Claudio Caldarelli, anche lui coinvolto nell’inchiesta. Il «sindaco di Castelnuovo…se lo semo comprato (…) e all’obbedienza, perché quando gl’ho detto "50 centesimi a persona che arriva" glie se so schiarite le idee (…) dovemo rinegozià pure il prezzo con Odevaine, perché Odevaine ce chiede un euro (per immigrato, ndr) dovemo rinegozià pure a zero cinquanta…co la Finocchiaro ce andamo a parlà martedì vedemo che succede…tutti vogliono i soldi». C’è da dire che, stando agli atti, non risultano effettivi contatti con Anna Finocchiaro, capogruppo al Senato del Partito democratico nonché presidente della Commissione affari costituzionali di Palazzo Madama. Sta di fatto che il suo nome è citato dallo stesso Buzzi anche in un’altra intercettazione, facendo riferimento a un appalto su cui la Finocchiaro avrebbe detto «è già dato». Se pur contattato telefonicamente, il suo portavoce ha preferito non rilasciare dichiarazioni sottolineando che il rapporto tra Finocchiaro e Buzzi è stato già smentito nei giorni scorsi.     «PAGA LO STATO » A spiegare agli inquirenti le spese per l’accoglienza dei rifugiati politici ci ha pensato Sandro Coltellacci, l’ex socio di Salvatore Buzzi: «31, 60 euro al giorno lo sa chi ci guadagna? Chi gestisce i CIE, chi gestisce i CARA governativi, i centri di accoglienza richiedenti asili(...)il CARA di Castelnuovo di Porto - spiega l’indagato al Gip - Perchè? Perché affitto e utenze le paga lo Stato». Poi fa luce sulle spese sostenute dalle cooperative: «Noi prendiamo 33,60 euro al giorno oggi ma a fine settembre prendevamo 30 euro. 2,50 vanno all’immigrato. I pasti li dobbiamo pagare, i vestiti, scarpe, due tute da ginnastica, il borsone, gli asciugamani, pettine, dentifricio, spazzolino e tutto quanto. 2,50 euro a lui». A queste spese bisogna aggiungere i costi degli operatori: «Per 70 persone, tre fissi h24 durante il giorno e due per la notte, sono 60 ore di servizio al giorno da pagare. Costo orario 16 euro l’ora medio. 60 ore parliamo di 900 euro al giorno di personale». E poi ci sono gli eventi: «Giornata alimentare: colazione, pranzo e cena. Se ci sono i bambini merenda, pannolini. Sempre nelle 33, 60 euro».     60 EURO PER UN SOLO GIORNO I soldi che dovrebbero essere spalmati in un ampio arco temporale spesso vengono spesi in un solo giorno: «L’incidenza di questi benefit sono 2 euro al giorno se l’immigrato sta sei mesi- spiega Coltellacci - Ti arriva una famiglia siriana che arriva e se ne va il giorno dopo, tu gli hai dato una scheda del telefono di 15,00 euro, vestiti per altri 40 euro, gli hai messo in mano 60 euro che dovevi ammortizzare in sei mesi di accoglienza. Se se ne va il giorno dopo hai perso sessanta euro».

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