Mentre in Senato il governo pone la fiducia sul maxiemendamento alla legge di Stabilità tra le proteste delle opposizioni - FI, Lega e M5S su tutti - il premier Matteo Renzi rilancia: «Fino al 2018 testa bassa e lavorare. Vi sembrano troppe 32 fiducie a fronte delle 13 del governo Letta? Posso garantire che aumenteranno...». E la vigilia di Natale il Cdm si occuperà di Ilva, fisco e Pa. Intervistato da Radio 105 , Renzi parla di tutto, dal Quirinale all’Europa. Sulla successione a Napolitano, il segretario del Pd ribadisce che «quando sarà il momento, il Presidente della Repubblica sarà eletto con il più alto consenso possibile. Come Pd, faremo di tutto perché questo succeda». Anche se Renzi non considererebbe un «fallimento politico» se l’elezione del prossimo Capo dello Stato dovesse arrivare con la maggioranza semplice e non con la maggioranza qualificata dei votanti: «Considereri un fallimento se non si eleggesse. Che arrivi al primo giro, al quarto giro, al settimo giro» di votazioni «non è questo il punto, non è la maggioranza qualificata o la maggioranza semplice». Il premier trova poi il modo di polemizzare con Grillo e Salvini. Al comico che aveva attaccato il Pd per l’inchiesta Mafia Capitale parlando di «Italia del magna magna», Renzi risponde: «Io ho fatto cene di autofinanziamento per il Pd, una a Milano e una a Roma. Visto come sto ingrassando, le mie cene sono un po’ un problema, lo dico con grande rispetto a Beppe Grillo. Ho visto che Grillo ha deciso di ripartire per il tour, lo farà il 13 marzo da New York. Io credo che abbia finalmente ricompreso la sua vocazione e credo che il risultato del Pd alle elezioni europee 2014 abbia avuto un grande merito, sia stato un risultato storico per l’Italia restituendo un talento della comicità come Grillo al suo palcoscenico naturale. In bocca al lupo Beppe, fai un grande tour anche per noi!». Su Salvini, che ha definito Renzi «maggior competitor», il premier dice: «Se lo ha detto mentre si spogliava per la copertina di Oggi allora non ha competitor, lascio totalmente a lui le copertine e il resto. Con grande rispetto e profondo senso delle istituzioni, ho da rimettere in moto le speranze dell’Italia, non ho tempo per i giochini, se ne riparla nel 2018. Di qui al 2018 dobbiamo lavorare a testa bassa. Salvini a Bruxelles ci sta da quindici anni, fa l’europarlamentare da tre legislature, se voleva cambiare qualcosa poteva farlo: perché non l’ha fatto?». Sulla situazione economica, il premier spiega: «I soldi quest’anno li ha messi la legge di Stabilità, indipendentemente da Bruxelles per la prima volta stiamo approvando una manovra che riduce le tasse, non soltanto rende stabili gli ottanta euro». E sul rapporto con l’Europa Renzi rimarca. «Io non voglio sforare» il vincolo del 3% «perché voglio rispettare le regole. Voglio cambiare le regole in prospettiva, ma regole condivise. Non mi va di dire "c’è una regola però io non la rispetto", non voglio cambiarle a mio piacimento. In Europa bisogna fare tanta fatica per cambiare le cose. L’Italia le cose le sta facendo davvero, poi ha invitato l’Europa a cambiare impostazione, piano piano lo sta facendo ma ancora è troppo poco».
Matteo: «Troppe 32 fiducie? Aumenteranno»
«Testa bassa fino al 2018 e un Capo dello Stato condiviso»
