I cinesi non mollano la presa. Il Club Méditerranée è una preda troppo ghiotta per abbandonare il campo. Così ieri il gruppo Fosun attraverso il veicolo d'investimento Gaillon II, ha rilanciato portando la sua offerta pubblica a 24,60 euro per azione, a un valore complessivo di 939 milioni di euro per il 100% del numero uno mondiale dei villaggi di vacanza. Uno scarto di 60 centesimi rispetto a quella della Global Resorts del finanziere italiano Andrea Bonomi che è di 24 euro per azione per un totale di 915 milioni di euro. La nuova offerta, riferisce «Les Echos», valuta Club Méditerranée 939 milioni di euro. Dopo l'ennessimo rilancio l'Amf, la Consob francese, ha spostato al 7 gennaio il termine per presentare eventuali nuove offerte. Non solo: l'Amf ha disposto che nel 2015 il termine per eventuali rilanci su Club Med sarà di sette giorni di Borsa a partire dal deposito del precedente rilancio. Un tentativo dell'Authority di stringere i tempi. La nuova offerta a guida cinese ha una struttura semplificata in cui la portoghese Fidelidade (compagnia assicurativa controllata da Fosun) non sarà più un alleato esterno a Gaillon, ma investirà direttamente nel consorzio a fianco degli altri partner. Questo, secondo quanto spiega una nota, «permette di portare il debito a 280 milioni, senza impatto sulla situazione finanziaria della società». Il capitale del consorzio quindi sarà ripartito tra Fosun che avrà il 62%, Fidelidade il 20%, U-tour l'8,7%, Ardian il 5,8% e il management il 2,9%. Gaillon conferma inoltre l'apertura ad altri partner. Il gruppo brasiliano Docas investimentos, diretto da Nelson Tanure, che è già partner operativo del club, «ha ribadito il suo interesse a prendere una partecipazione in Gaillon e potrebbe salire fino al 20% del capitale del consorzio, in cui Fosun resterà maggioritario». La prima offerta sul gruppo guidato da Henri Giscard d'Estaing, figlio dell'ex presidente francese Valery, è stata avanzata da Fosun nella primavera del 2013. I cinesi mettevano sul piatto 17 euro per azione. Bonomi è sceso in campo lo scorso 30 giugno, offrendo 21 euro. Poi l'escalation di rilanci fino ad arrivare ai 24,6 euro di ieri di Fosun, che valorizzano complessivamente Club Med 939 milioni. Una manna per un gruppo che perde soldi, avendo chiuso l'esercizio 2014 con una perdita netta di 9 milioni, per un giro d'affari consolidato in calo dell'1,9% a 1,38 miliardi. Fosun, azionista di Club Med dal 2010, ha garantito che continuerà a investire in Francia, primo mercato del club turistico per i villaggi sci e montagna, ma il focus sarà sempre sull'internazionalizzazione e in particolare sullo sviluppo del business in Cina e in Brasile, patria del suo alleato, l'imprenditore Nelson Tanure. La sede sociale, ha assicurato, resterà a Parigi e Giscard d'Estaing, che nella partita è schierato coi cinesi, sarà confermato presidente e Ceo. Ora la palla passa a Bonomi. Se ce ne saranno le condizioni normative al termine dell'offerta, inoltre, Gaillon potrebbe valutare di ritirare la società dal listino. La cordata guidata dai cinesi garantisce «il pieno sostegno alla strategia del cda» e sottolinea che la sede sociale resterà a Parigi e Henri Giscard d'Estaing sarà confermato presidente e ceo, così come il cfo Michel Wolfwoski manterrà il proprio incarico. Entrambi i manager sono soci di Gaillon. Intanto, il titolo di Club Med in Borsa, spinto dalle continue offerte e contro-offerte, continua a viaggiare al di sopra del prezzo d'Opa: ieri ha chiuso in rialzo dello 0,4% a 25 euro.
Club Med, i cinesi sorpassano Bonomi
Il gruppo Fosun ha offerto un premio del 2,5% sull'Opa lanciata dal finanziere italiano
